In questa pagina sono pubblicati alcuni degli articoli scritti da Rossano D'Antonio
per la testata giornalistica Il Quotidiano del Molise

Indice generale news

ARTICOLI DI MARZO 2006

 

I residenti della zona sono costretti a recarsi ogni giorno all'ufficio postale

Contrada Piscone, la via dove non arrivano mai lettere

 


Veduta di Montenero da contrada Piscone

MONTENERO DI BISACCIA. Aperta campagna sulla strada che porta verso Palata, trecento metri di altitudine, panorama da cartolina che spazia dai monti della Maiella e del Gran Sasso al litorale adriatico. E’ un bel posto, di quelli ideali per passarci le vacanze d’estate o d’inverno. Al centro della visuale vi è l’abitato montenerese che dista solo cinque chilometri, ma dal quale la posta non arriva.
I residenti di contrada Piscone ogni giorno devono recarsi all’ufficio postale per ritirare anche le normali lettere. Qui non ci sono le cassette rosse, quelle che altrove sono situate sulle strade che attraversano le campagne e nelle quali chi abita fuori paese può ritirare la corrispondenza. No, da Piscone e dalle contrade confinanti bisogna per forza andare all’ufficio postale e vedere se è “arrivato qualcosa”.

Coloro che vi abitano si sentono cittadini di serie “b”, nonostante in loco vi sia una villetta in passato assaltata da giornalisti e migliaia di curiosi: quella di Antonio Di Pietro. Qui lettere e pacchi, semplicemente, non arrivano. Bisogna andarli a prendere e se non c’è nulla, pazienza, un viaggio a vuoto.
S.L., ad esempio, abita in contrada Piscone da tredici anni, ma non si rassegna all’idea di dover fare capolino all’ufficio postale quotidianamente. Ha scritto perciò una raccomandata alla sede di Campobasso dell’ente. “Negli anni passati – si legge – ho più volte reiterato (…) la richiesta di potermi avvalere del servizio, ma la stessa sino ad oggi è rimasta priva non solo di concreta attuazione, ma anche di una qualsivoglia risposta (…)”. La raccomandata è stata inviata il 2 febbraio, oltre un mese e mezzo fa. Una “qualsivoglia risposta”, anche stavolta, non è arrivata.
All’ufficio postale di Montenero, intanto, sono a conoscenza del problema. Il direttore Michelino Cappella ha assicurato il proprio impegno per giungere ad una soluzione, previa acquisizione di tutte le informazioni necessarie prima di dare una risposta. Perché certe decisioni spettano alle sedi superiori. Risponderanno almeno ad un direttore di poste? R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 31 marzo 2006

 

 

 

Suor Tonia, direttrice dell'asilo infantile, guiderà la manifestazione in paese

Dolci di solidarietà per il Congo

Domenica si terrà l'iniziativa di raccolta fondi per aiutare i bambini di Makua
 

MONTENERO DI BISACCIA. Una giornata di solidarietà per suor Ester. O meglio per i bambini di Makua, villaggio sperduto nel Congo, dove la religiosa di origine montenerese opera come missionaria da anni. Domenica 2 aprile l’iniziativa giunge alla terza edizione. La raccolta di fondi avverrà in piazza col collaudato sistema della vendita di dolci fatti in casa ed offerti da signore di Montenero. Il programma della giornata continuerà con la messa nella chiesa di san Matteo alle 11.00, mentre alle 18.00 nel teatrino parrocchiale vi sarà il recital “La locanda di Emmaus”.
Suor Ester Ceci quest’anno non è potuta tornare, perciò a testimoniare com’è la vita di comunità e come sono utilizzati i fondi raccolti è suor Tonia, che dirige l’asilo infantile parrocchiale di Montenero. “L’anno scorso il contributo è servito per costruire una scuola Materna, che è stata appena inaugurata ed accoglie già quaranta bambini”. Un obiettivo più lungimirante è invece quello della “formazione delle famiglie – spiega la religiosa -, insegnare ai genitori dei bambini mestieri che poi possano mettere a frutto in proprio, portandosi a casa gli attrezzi donati dalla solidarietà italiana”. Nel giro di qualche anno l’intento è di istruire falegnami, sarte ecc., e fare in modo che possano camminare con le loro gambe e che gli aiuti non siano puro assistenzialismo.
Suor Tonia ha passato un mese nella missione di Makua l’estate scorsa, quello che segue è il racconto di quell’esperienza. “Il paese ancora non riesce a sollevarsi dalla guerra che c’è stata circa dieci anni fa, la ricostruzione è lenta. Ho visto inoltre un grandissimo abisso fra le capanne della gente e le villette del ministro. La parrocchia è un luogo di ritrovo, dove le suore aiutano i più bisognosi. Gli aiuti arrivano da iniziative come quella di domenica e dalle adozioni a distanza, servono a costruire capanne migliori, acquistare attrezzi per il lavoro…”.
Mentre parla suor Tonia talvolta è pessimista, dice “siamo solo una goccia”. Poi torna la forza della fede e aggiunge: “l’importante è cominciare”. Appunto, per farlo ai monteneresi basta preparare un dolce e portarlo sabato pomeriggio nei locali sotto la chiesa. Oppure comprarne uno domenica mattina. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 31 marzo 2006


 

L'accoltellatore torna a casa
Ma il paese non lo vuole
 

MONTENERO DI BISACCIA. In paese è stata accolta con sorpresa, non esattamente positiva, l’uscita dal carcere di Antonio Conte. La liberazione è avvenuta ieri l’altro a sera, due giorni dopo la lite che il 74enne ha avuto con Mario Di Vincenzo, finita con due coltellate ai danni del giovane vicino di casa, tuttora ricoverato all’ospedale di Termoli. Nell’attesa che i medici sciolgano la prognosi, le sue condizioni restano stazionarie, senza miglioramenti di rilievo. L’operaio 38enne accusa ancora dolori diffusi, in conseguenza dei colpi ricevuti all’addome e alla gamba.
Intanto è ancora all’esame degli inquirenti la dinamica dei fatti, per capire se si sia trattata di legittima difesa o di aggressione. Conte è uscito dal carcere sia per l’età avanzata, considerata poco compatibile con il regime di reclusione, sia per la nuova legge che regolamenta la legittima difesa. Ed il ritorno a casa non lascia indifferente la popolazione. Seppur per molti versi prevedibile, vista l’anzianità dell’arrestato, in paese molti si chiedono come sarà possibile la convivenza con l’altro una volta che questi uscirà dall’ospedale. Infatti, il garage di Mario Di Vincenzo si trova ad un metro e mezzo dall’ingresso della casa di Antonio Conte. La tesi condivisa da alcuni è che almeno lo si dovesse obbligare a dimorare altrove per un certo periodo, mentre altri non riescono ad accettare una liberazione considerata troppo rapida.
Aspettando che le indagini chiariscano l’accaduto, l’unica constatazione è che se il giudice ha optato per la scarcerazione avrà ravvisato i presupposti necessari. In questi casi si dice: dura lex sed lex, per quanto dura la legge va rispettata.

Il Quotidiano del Molise 31 marzo 2006

Sullo stesso tema:
Tentato omicidio, risvolti inquietanti (29/03/2006)
Musica a palla, giovane accoltellato (28/03/2006)
Accoltella un giovane, torna libero il 74enne di Montenero (30/03/2006)
Prognosi ancora riservata per Mario, il "gigante buono" (30/03/2006)


 

Nella notte hanno rubato gioielli, denaro e 2 automobili

Ladri astuti e silenziosi svaligiano 5 abitazioni
 

MONTENERO DI BISACCIA. Una banda di ladri silenziosi, “discreti” ed efficaci nei modi, ha fatto visita l’altra notte ad alcune abitazioni del centro bassomolisano. Nel mirino dei topi d’appartamento sono finite almeno cinque case, in diversi quartieri periferici, dalle quali sono spariti gioielli, altri oggetti di valore, somme di denaro e un’automobile.
Singolare e inspiegabile rimane come abbiano fatto, almeno in alcuni casi, i ladri ad entrare senza farsi scoprire dai proprietari che erano dentro. Le ipotesi sono che abbiano usato sostanze narcotizzanti, oppure che siano stati talmente silenziosi da non essere sentiti dai padroni di casa che dormivano.

Da una villetta è stata portata via anche un’auto di grossa cilindrata. Mentre un’utilitaria è stata rubata e ritrovata la mattina dopo, parcheggiata con cura, a due chilometri di distanza. Forse è servita per raggiungere dei complici che aspettavano.
Se è ancora incerta l’entità esatta del bottino, è invece indubitabile l’abilità dei lupin, che sono riusciti ad agire indisturbati in tutti i casi. Si tratta inoltre di ladri in qualche modo gentiluomini. Prima di rubare la macchina che poi è stata ritrovata, hanno tolto il seggiolino per bambini e lo hanno poggiato con cura a terra. Come per dire: “questo non ci serve e ve lo lasciamo”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 30 marzo 2006


 

Per il recupero della torre di Montebello il governatore rinvia tutto al dopo elezioni

Iorio: "Via libera al porto"

L'ok definitivo annunciato durante l'incontro coi candidati Fi
 


Il progetto del porto turistico

di Rossano D’Antonio

MONTENERO DI BISACCIA. Il porto turistico si può fare, per la torre di Montebello si vedrà. Quando non si sa e nemmeno cosa si farà e come si interverrà. Soprattutto se si interverrà.
L’annuncio del via libera definitivo al porticciolo della marina di Montenero è arrivato domenica sera nella sala polivalente. Durante l’incontro con i candidati di Forza Italia alle prossime politiche, ne ha parlato il consigliere regionale Domenico Porfido. Non ci sono più ostacoli all’opera considerata inizio del vero sviluppo turistico della zona costiera. La Commissione ambientale della Regione ha dato il via libera anche alle opere

marittime, i lavori a questo punto non hanno più ostacoli di carattere burocratico.
Restano i dubbi su come mai fino a due mesi fa tutto sembrava affondato e, di colpo, tutto si sia risolto. Sarà vera la storia della telefonata giunta in Regione da Roma? Chi può dirlo. Quel che invece deriva dall’osservazione delle vicende è che prima tutti i pareri erano favorevoli, poi dalla metà del 2005 – all’improvviso – qualche ingranaggio si è inceppato. Fino, appunto, agli ultimi giorni con lo sblocco definitivo delle autorizzazioni. Intervistato in proposito, il presidente della Regione Michele Iorio dà la seguente motivazione sui ritardi: “La burocrazia è dura a morire, ma noi cercheremo di fare molto meglio per il futuro”.

La visita di Iorio, inoltre, era anche l’occasione per chiedere cosa ne sarà di un’altra risorsa storico-turistica di Montenero: la torre di Montebello. Il bastione risale al XVI secolo e, dalla collinetta sulla quale si trova, la vista spazia proprio sulla marina e sul futuro porto turistico. Ma dagli anni Ottanta è pericolante e non più visitabile. Appartiene all’Arsiam e quindi alla Regione Molise, che finora ha sempre rifiutato di ridarla al Comune. Ad ottobre, su queste colonne, Iorio dichiarava di volersi interessare della torre, prima restaurandola e poi cedendola al Comune. Domenica sera ha risposto così: “L’affronteremo appena dopo le elezioni, troveremo una soluzione anche per la torre”.

Il Quotidiano del Molise 29 marzo 2006


Torre di Montebello


Temi correlati:
Il porto diventa realtà (09/02/2006)
Speciale porti turistici (22/02/2006)
Speciale torre di Vialante (ottobre 2005)
 

 

I medici sono preoccupati per la ferita al torace

Prognosi ancora riservata per Mario, il "gigante buono"
 

Mario è un ragazzone di 38 anni. Col suo metro e ottantacinque di altezza quasi non sta nel letto di ospedale. Per chi lo conosce bene, cioè tutti a Montenero, sembra incredibile che vi sia finito e che non abbia neanche la forza di salutare chi va a fargli visita. Perché Mario, in fondo, è un fanciullone, lo definiscono così in paese. Uno con la battuta pronta, talvolta eccessivamente sagace, per tutti, politici compresi.
Ma anche uno, come si dice in questi casi, che non sa fare male ad una mosca. E’ così da quando era ragazzino, già molto più alto e grosso dei coetanei, nessuno aveva paura di lui. Adesso però deve combattere una battaglia dura: uscire con meno danni possibili da un duello che non voleva. Sicuramente non immaginava che il suo 74enne aggressore, con stazza fisica imparagonabile alla sua, lo avrebbe pugnalato due volte.
Ha chiamato lui stesso con il cellulare i carabinieri di Montenero ed il 118. Poi si è accasciato a terra, incapace ormai di reggersi. In ospedale lo staff del dott. Malerba, unitamente ad un’equipe di ortopedici, lo hanno tenuto sotto i ferri per quattro ore. La prognosi è ancora riservata, i medici lo tengono sotto osservazione, a preoccuparli è la ferita riportata al torace. Mario è arrivato con le costole trafitte dalla lama, che ha finito col perforare il diaframma, senza fortunatamente intaccare il polmone. Ad aggravare il quadro la ferita riportata alla coscia: un taglio di trenta centimetri lungo il bicipite femorale che ha reciso anche un nervo. Si spera che le condizioni del paziente migliorino e che non insorgano complicazioni. Ma danni permanenti, la cui entità è al momento non stimabile, ci saranno di sicuro a detta dei medici. La lesione del nervo, nella migliore delle ipotesi, lascerà i segni per sempre sul “gigante buono”. Tutto per una banale lite di quartiere.
Al capezzale lo assistono familiari e conoscenti, che appaiono privi di rancore nonostante tutto. Adesso pensano alla guarigione del loro caro. Solo mentre stanno uscendo scappa loro qualche parola sull’aggressore: “di sicuro esce dal carcere nel giro di qualche giorno”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 29 marzo 2006

Sullo stesso tema:
Tentato omicidio, risvolti inquietanti (29/03/2006)
Musica a palla, giovane accoltellato (28/03/2006)
Accoltella un giovane, torna libero il 74enne di Montenero (30/03/2006)


 

Il 74enne ha estratto un coltello e lo ha aggredito. E' stata la vittima a chiamare i soccorsi

Musica "a palla", giovane accoltellato

Colpito al fianco e alla gamba dal vicino di casa infastidito dai rumori. E' grave
 


Il luogo dove è avvenuta l'aggressione

MONTENERO DI BISACCIA. Un aspirapolvere ed una radio di troppo, si scatena la lite ed a farne le spese è un giovane del posto, accoltellato alla gamba ed al fianco. Cronaca più che straordinaria di un tranquillo quartiere storico del paese, con il bilancio di un ferito ricoverato in ospedale ed un anziano arrestato.
Ieri pomeriggio era una giornata come tutte le altre in via Garibaldi, tranquilla zona antica di Montenero, un tempo mura di cinta del castello medievale. M.D.V., 38 anni, stava pulendo con l’aspirapolvere gli interni della sua motocarrozzetta, parcheggiata davanti al proprio garage. Intanto ascoltava musica, pare a volume sostenuto. O almeno sufficiente ad infastidire il vicino di casa A.C., 74 anni, originario della provincia di Foggia ma da anni residente a Montenero.  

Secondo alcune testimonianze è nato un battibecco sullo schiamazzo generato dall’aspirapolvere e dalla musica ad alto volume, che pare disturbasse il riposo dell’anziano.
Sembrava uno dei frequenti scambi di battute fra i due, invece A.C. ha tirato fuori un coltello ed ha aggredito M.D.V., colpendolo alla gamba ed al fianco. Subito dopo l’anziano si è chiuso in casa, mentre il ferito chiamava con il cellulare il 118 ed i carabinieri. Solo allora alcuni vicini si sono accorti di quanto era appena successo, sentendo urlare al telefono: “venite subito qui, in via Garibaldi, perdo sangue, mi ha colpito con il coltello!”.
Sul posto sono giunti i Carabinieri ed un’ambulanza del 118. M.D.V. è stato trasportato d'urgenza in ospedale. La lama gli ha reciso una vena della gamba e le sue condizioni sono molto gravi. L'emorragia gli ha provocato un pericoloso shock e al momento la prognosi è riservata. I militari dell’Arma hanno arrestato l’aggressore, che al loro arrivo si trovava ancora in casa.
Ciò che desta più perplessità è come mai da una banale lite, frequente quanto innocua fra i due, sia spuntato fuori un coltello. E’ quanto dovranno accertare i militari dell’Arma, che nel frattempo hanno chiuso con nastro segnaletico lo spiazzo ancora cosparso di macchie di sangue. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 28 marzo 2006


 

Il governatore attacca il centrosinistra "comunista" e Ulisse Di Giacomo "i nemici in casa"

Stilettate all'Udc e all'Unione nella convention di Iorio
 

di Rossano D’Antonio

MONTENERO DI BISACCIA. Campagna elettorale a pieno regime, ma anche regolamento interno di conti per la Cdl molisana, che domenica sera ha incontrato i cittadini nella sala polivalente. Sono intervenuti i candidati alle prossime politiche: Michele Iorio, Gino Di Bartolomeo e Rosario De Matteis, presentati da Domenico Porfido e dal coordinatore di Forza Italia Ulisse Di Giacomo.
Definite “di importanza fondamentale”, le prossime elezioni politiche sarebbero la scelta fra due Italie. Da un lato gli elettori possono confermare la fiducia a chi negli ultimi cinque anni ha rotto “alcune incrostazioni del passato”, ha detto Iorio.


Gli intervenuti mentre intonano l'inno di Mameli

Dall’altra parte vi è una sinistra che “unica in Europa” è alleata con partiti comunisti, lontana anni luce dalla socialdemocrazia sui modelli di Blair o Schroeder.
In questa logica Gino Di Bartolomeo ha voluto spiegare l’approdo al centrodestra: “Io sto da questa parte perché questa è la mia casa (…) non posso stare da quella parte perché ci sono Ruta e Massa”. Il parlamentare Dl e l’ex presidente della Provincia, infatti, sono stati fra i più attaccati dello schieramento avversario. Critiche dure non sono mancate poi per l’Italia dei valori, che punta tutto sulla legalità quando “in Molise ci sono persone pulite”.
Fin qui la controparte in lizza per le elezioni del 9 e 10 aprile, ma a far drizzare le orecchie è stato l’intervento di Ulisse Di Giacomo. Il coordinatore regionale Fi ha parlato di “qualche avversario anche da quest’altra parte (…), il buon Teresio Di Pietro, vostro compaesano, esponente di spicco dell’Udc, che però non è stato in grado di vendere il simbolo del suo partito in questa campagna elettorale”. Il riferimento era alla mancanza dello stemma Udc sulle liste, poiché i centristi corrono alleati di An. “Queste sono le cose che pur di andare a comprare qualche voto – la stoccata finale – sono in grado di fare alcuni personaggi”.
Ricollegando l’affermazione con quanto avvenuto di recente in Regione, ai più è evidente come la frattura con l’Udc sia tutt’altro che ricomposta. Anche il presidente della giunta regionale Michele Iorio, con toni più morbidi, ha ricordato quanto avvenuto con la riforma della Sanità, resa difficile “da qualche compagno di viaggio”.
In chiusura l’auspicio di Iorio è stato che anche a Montenero, roccaforte del centrosinistra da anni, la Cdl possa affermarsi.

Il Quotidiano del Molise 28 marzo 2006


 

Lastre di amianto in disfacimento, elettrodomestici, bidoni e
taniche di oli esausti sono nel territorio di Guglionesi

Eternit nel bosco, cittadini indignati

La discarica immersa nel verde, è stata segnalata 5 mesi fa e non ancora rimossa
 

Pericolosi rifiuti di eternit e pneumatici presenti nella discarica che si trova in territorio di Guglionesi

di Rossano D’Antonio

Resterà così ancora per molto? Forse per sempre? Sono domande che si pone sempre più gente dopo la denuncia avvenuta su queste colonne il 29 settembre scorso. Da allora però la discarica abusiva è ancora lì, al crocevia fra i territori di Montenero di Bisaccia, Petacciato e Guglionesi. E se c’è qualcosa di cambiato, rispetto a prima, è che non vi sono più incertezze sul Comune cui appartiene il pezzetto di terra “riconvertito” a deposito di immondizia. E’ Guglionesi.
La difficoltà di localizzazione topografica non deve sorprendere.
La discarica abusiva si trova a bordo strada lungo la Provinciale 127, dove questa si incrocia con la Sp 125, a pochissimi metri dal punto esatto dove si incontrano i territori dei tre comuni citati. 
Una sorta di terra di nessuno, con il risultato che il municipio di competenza, Guglionesi appunto, è il più lontano. Mentre la via in questione è utilizzata soprattutto per collegare Petacciato e Montenero, oltre che per raggiungere i terreni circostanti.
Intanto lo “spettacolo” offerto è identico a quello di cinque mesi fa. Scaldabagni, bidoni e tanichette di olio vuoti, indumenti dismessi, pneumatici, bottiglie… ma quello che spaventa di più è l’eternit. Il pericoloso elemento è presente in diverse fatture, da

quella rettangolare di canne fumarie alle onduline di vecchi tetti. Ed è in tutti i casi rotto o addirittura ridotto in frantumi. La condizione nella quale l’eternit rilascia i pericolosi “aghi di amianto”, ciò che la letteratura scientifica dà per certo quale elemento cancerogeno.
Tutto accade sotto un piccolo boschetto, i cui alberi ombreggiano la strada per la gioia dei ciclisti quando la percorrono in salita. A preoccuparsi è anche chi in quella zona gestisce un agriturismo. “Cosa vedono i miei clienti se fanno un giro o mentre arrivano qui?” si chiede N.D.B., che ha un’attività ricettiva a qualche chilometro di distanza. Ma c’è anche T.P. che mostra la foto scattata con il telefonino qualche giorno fa e dice: “Guarda un po’, è ancora così”. Fu lui che a settembre segnalò a questo giornale la presenza della discarica.
A fronte di cittadini che denunciano l’accaduto e si indignano, è evidente, ce ne sono altri che riforniscono l’immondezzaio abusivo. Terra di nessuno, forse, e proprio per questo solo l’azione congiunta di tutti i comuni limitrofi potrebbe porre fine ad un simile sopruso.

Il Quotidiano del Molise 21 marzo 2006


 

Si lamentano gli abitanti che hanno vissuto nell'angoscia

Acqua torbida, ecco la causa

E' stata una frana a "contaminare" per giorni l'acquedotto cittadino
 

MONTENERO DI BISACCIA. Era una frana in contrada Sterparone l’origine delle impurità rilevate nell’acquedotto cittadino. Finalmente è spiegato il fenomeno acqua torbida, che stava preoccupando non poco i cittadini.
Un cedimento nella campagna montenerese, avvenuto circa venti giorni fa, ha fatto infiltrare della terra nella rete idrica del paese. A far scattare l’allarme, l’improvvisa contaminazione dell’acqua corrente: dai rubinetti fuoriusciva un liquido melmoso, con particelle di terriccio e sabbia. Per settimane, però, sono rimaste misteriose le cause, anche se si è intuito subito che il problema arrivava dal ramo sinistro dell’acquedotto regionale. Ma né il Comune, né la Molise acque davano spiegazioni sul caso.
Venerdì scorso l’ultimo episodio spingeva alcuni cittadini a recarsi in municipio con bottigliette di acqua impura per chiedere chiarimenti. Attendendo invano comunicati ufficiali, pare che l’arcana vicenda abbia ora una spiegazione. Da fonti municipali si viene a sapere che la rottura è stata riparata venerdì scorso e che proprio i lavori hanno causato l’ennesimo ingresso di terra nelle tubature. La situazione sta lentamente tornando alla normalità, anche si vedono ancora particelle mescolate alla normale acqua potabile. Tempo qualche giorno e passerà, rassicurano in Comune.
Dopo tutti i misteri del caso “acqua torbida”, va constatato che con tutti i mezzi di comunicazione degli anni Duemila l’amministrazione comunale è riuscita a far rimanere nell’incertezza e nel timore i cittadini per tre settimane. Era davvero così difficile diffondere un comunicato in cui si spiegava cosa stesse succedendo? R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 21 marzo 2006

Gli altri articoli sul tema:
Acqua inquinata, torna l'incubo (02/03/2006)
Acqua torbida dai rubinetti, è mistero (03/03/2006)
Molise acque: a Montenero nessun inquinamento (04/03/2006)
Acqua torbida, è di nuovo allarme (18/03/2006)


 

Gli abitanti, preoccupati, chiedono di verificare se
il problema è legato alle condotte dell'acquedotto

Acqua torbida, è di nuovo allarme

Ieri, per la terza volta in venti giorni, dai rubinetti è sgorgato il liquido melmoso
 


a confronto acqua limpida con quella uscita ieri dai rubinetti

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Il terzo atto, quello che nessuno aspettava né auspicava, è arrivato ieri. Ancora acqua torbida nell’acquedotto cittadino, ed è la terza volta che succede in venti giorni. Se ne sono accorti tutti gli abitanti che, nella tarda mattinata, hanno aperto i rubinetti e subito hanno notato qualcosa di strano. Una volta evaporata la massiccia dose di cloro, il normale disinfettante usato per l’acqua di rubinetto, nei bicchieri rimaneva un liquido dal marcato colore paglierino, con particelle in sospensione. Sono state fatte alcune prove, in diverse abitazioni, ma il risultato non è cambiato: l’acqua ha conservato l’aspetto melmoso anche dopo alcune ore di decantazione.

Qualcosa non va, perché a questo punto parlare di fenomeno isolato ed eccezionale non convince più nessuno. I fatti sono altri.
Il 25 febbraio, sempre di mattina, è successo per la prima volta di vedere acqua di rubinetto impura. L’intervento di un operaio comunale arginava il disagio, chiudendo le condotte provenienti dal ramo sinistro (quello che segue la dorsale trignina) e facendo arrivare in paese solo l’acqua del Liscione. Il primo pensiero è stato di un episodio unico, un allarme presto rientrato, finché quattro giorni dopo non è accaduto di nuovo. Ed è qui che è scattata l’allerta e anche dal Comune hanno rinnovato la richiesta di spiegazioni.
La Molise acque, l’agenzia che ha sostituito l’Erim e che gestisce le risorse idriche regionali, finora ha negato che vi siano problemi o rotture nelle condotte, tali da consentire infiltrazioni di fango. Analisi su campioni prelevati in paese, inoltre, hanno escluso tracce di inquinamento e pericolosità dell’acqua. Tuttavia la stessa Molise acque, in una nota, parlava di episodi “circoscritti esclusivamente a questa comunità”, non potendo ignorare le numerose testimonianze dei cittadini.
Ieri è successo ancora. La tesi dell’evento unico, e che sfugge ai controlli ufficiali, non regge più. Se l’area è circoscritta, tant’è che negli altri comuni alimentati dal lago del Liscione l’acqua è limpida, sarà il caso di vedere – e far sapere - cosa succede nel ramo sinistro dell’acquedotto.

Il Quotidiano del Molise 18 marzo 2006

Gli altri episodi della saga acqua torbida a Montenero di Bisaccia:
Acqua inquinata, torna l'incubo (02/03/2006)
Acqua torbida dai rubinetti, è mistero (03/03/2006)
Molise acque: a Montenero nessun inquinamento (04/03/2006)


 

Per il paese bassomolisano si tratta di un record: mai un numero di candidati così alto

Politiche, una poltrona per tre

Teresio Di Pietro, Mauro Natalini e Antonio Di Pietro mirano ai palazzi del potere

MONTENERO DI BISACCIA. Mai così tanti, perché tre sicuramente non sono pochi in un paese che quota settemila abitanti non la raggiunge. Teresio Di Pietro, Mauro Natalini e Antonio Di Pietro i loro nomi, Palazzo Madama e Montecitorio le mete, 9 e 10 aprile le date.
E’ una presenza numerica inedita, certo notevole, quella dei candidati monteneresi alle prossime elezioni politiche; a destra e a manca, per tutti e due i Palazzi romani del potere. Forse è una conseguenza logica della tendenza maturata negli ultimi anni in paese: quella di sfornare politici nelle varie istituzioni e sedi di partito regionali.


Antonio Di Pietro

Mauro Natalini

Teresio Di Pietro
Nel 2001 solo il più noto dei tre, il leader dell’Italia dei valori Antonio Di Pietro, era già in lizza per un posto in Parlamento. Ma l’impresa non gli riuscì per un soffio, per quella quota di sbarramento con la quale anche oggi, con una nuova legge elettorale, il suo partito è costretto a lottare. Corre per la Camera dei deputati e, rispetto agli

altri, vanta incarichi passati di ministro, senatore ed europarlamentare (in corso). La fama di Antonio Di Pietro, com’è noto, iniziò all’epoca di Mani pulite, di cui era l’alfiere nel celebre pool di magistrati a Milano.
E’ invece il battesimo del voto alle politiche per Mauro Natalini. Il segretario regionale di Rifondazione comunista è attualmente assessore e vice sindaco al Comune. E’ “in campo” dal 1997, quando fu eletto consigliere comunale. Da allora la sua carriera politica è andata in crescendo, fino a raggiungere i vertici di partito a livello regionale e sedere nel Consiglio provinciale, dal quale si è dato poco congedato insieme ai colleghi in attesa del suo rinnovo. Natalini è il più giovane dei tre ed ambisce ad un posto di deputato.
Teresio Di Pietro è il solo montenerese candidato nel centrodestra e l’unico che corre per un posto in Senato, nel sodalizio che vede uniti Alleanza nazionale e Udc. Un partito, quest’ultimo, di cui è segretario regionale dal 2003. Teresio Di Pietro è di quelli che sono cresciuti a “pane e politica” nella storica Democrazia cristiana. Presente in maniera quasi ininterrotta in Consiglio comunale dal 1985 all’anno scorso, è stato anche sindaco per un breve periodo (1989-1990). R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 17 marzo 2006


 


L'on. Roberto Ruta

A Montenero il primo incontro
del tour elettorale del gruppo

Margherita, campagna al via

Il partito parte dai bilanci e
lancia la sfida della conquista della Regione

MONTENERO DI BISACCIA. La Margherita ha garantito la stabilità amministrativa ed ha dimostrato di “non avere particolare feeling con le poltrone”. Nomi non se ne fanno, ma l’impressione fondata è che ci si rivolga ad alleati di coalizione. Anche questo domenica sera nella sala polivalente, dove il gruppo consiliare Dl ha tenuto il primo di una serie di incontri dedicati alla campagna elettorale. Approfittando, nel frattempo, per tirare bilanci sull’attività del partito in seno al Consiglio comunale ed in Provincia.
Di fronte ad una platea gremita, con presenza di giovani sconosciuta a tutti gli altri partiti, sono intervenuti i consiglieri comunali della Margherita: Cesare Rusciano, Angelo D’Amario, Giuseppe Di Pinto e Gino Zappitelli. Mentre a fare un quadro più generale sono stati Giuseppe Chiappini e l’on. Roberto Ruta.
Uno j’accuse velato e pacato nei toni è giunto sia da Cesare Rusciano sia da Angelo D’Amario. Destinatari coloro che hanno lasciato il partito in favore di altri, laddove nella Margherita prevarrebbero il senso di responsabilità e l’interesse collettivo sulle ambizioni personali.
Il vice presidente uscente della Provincia Giuseppe Chiappini, in quello che ha definito “tempo di bilanci”, ha ripercorso l’attività svolta nell’ente che dopo quaranta anni ha rivisto esponenti monteneresi al suo interno. I risultati sarebbero evidenti: ponti sul Trigno ed alla passerella di contrada Cannivieri, 1° lotto Mare-Collina, progettazione quasi terminata del secondo ecc.
La sequenza di interventi è stata chiusa dal deputato Roberto Ruta, che ha stigmatizzato la nuova legge elettorale, definita “pessima” e non sottoposta al “controllo della gente”. L’esponente Dl ha affrontato vari temi che dimostrerebbero il fallimento del governo centrale, cui segue a ruota quello regionale. Da qui l’imperativo del centrosinistra di riconquistarli entrambi con una scommessa ambiziosa: costruire la più grande forza politica del paese, il partito Democratico. R.d’A.

***
Giuseppe Chiappini: "L'Idv sottrae uomini agli alleati"

Al termine dell’incontro Giuseppe Chiappini ha risposto ad una domanda per chiarire alcuni concetti ascoltati nei vari interventi.
Vi sono crepe nel centrosinistra montenerese, poiché non era difficile capire che certe frasi si rivolgevano a persone che dalla Margherita sono passate all’Italia dei valori?
“Non dimentichiamo che la mia esperienza politica l’ho cominciata con Antonino D’Antonio, mentre Michele Borgia è stato da me supportato durante la campagna


Giuseppe Chiappini

elettorale (ambedue sono oggi nell’Idv n.d.r). Aver perso degli amici per strada, con i quali abbiamo fatto tanto per il Comune di Montenero, costituisce per me un rammarico, niente di più. Auguri a loro per il lavoro che continueranno a fare per il Comune e se avranno la possibilità di impegnarsi a livelli superiori. Rimane, e lo sottolineo, il rammarico per non aver potuto continuare questa strada con chi l’ho iniziata. Secondo me – aggiunge Chiappini - questa campagna acquisti lanciata dall’Idv non ha senso, perché pesca all’interno di una coalizione mentre il nemico sta dall’altra parte. Ma non credo che si possa parlare di crepe nel centrosinistra di Montenero”.

Il Quotidiano del Molise 14 marzo 2006

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L'esponente di maggioranza rinuncia per protesta agli incarichi in maniera irrevocabile

No al mercato, Di Pietro molla la delega

Il consigliere comunale non ha digerito il rifiuto del sindaco di spostare la fiera
 


Cristiano Di Pietro

MONTENERO DI BISACCIA. Sbatte la porta e se ne va, quest’affronto col mercato non me lo dovevi fare. Cristiano Di Pietro rinuncia, “in maniera irrevocabile”, a tutte le deleghe ricoperte nella veste di consigliere comunale. In sequenza abbandona gli incarichi conferitigli all’indomani delle elezioni del 2005: Vigilanza, Sicurezza e Politiche del personale.
Il gesto è clamoroso, in tutti i sensi imprevedibile e inaspettato fino all’una di ieri pomeriggio, quando il documento è giunto sul tavolo del sindaco Giuseppe D’Ascenzo. Così come fulminea è stata la nascita dell’argomento della disputa: lo spostamento del mercato all’aperto in piazza della Libertà.
Per Di Pietro era cosa fatta, un’iniziativa cui lavorava da mesi e che oggi sarebbe diventata realtà. Ma il sindaco “a sole ventiquattro ore dalla realizzazione del mercato quindicinale”, scrive il consigliere comunale, “ha annullato arbitrariamente” il progetto.

Commercianti ambulanti e consumatori dovranno continuare a vendere e fare acquisti nella sede abituale di via Palermo, nei pressi dell’asilo infantile. E’ questa la decisione del primo cittadino, che però al telefono dice che “non è argomento di polemica”, senza dare ulteriori spiegazioni sull’improvvisa marcia indietro.
La tenuta del mercato in piazza, infatti, era stata deliberata solo il 9 marzo. Un atto di giunta comunale mordi e fuggi, durato meno di un giorno e mai giunto ad attuazione pratica. E che ha spinto l’esponente Idv a riconsegnare le deleghe, “avendo constatata l’impossibilità di poter fare bene per il proprio paese”. Da oggi è un semplice consigliere comunale, pertanto, senza incarichi oltre quello di esprimere un voto in Consiglio.
Resta da capire perché il sindaco sia arrivato ad annullare quanto deciso il giorno prima su proposta di Cristiano Di Pietro. La tesi di quest’ultimo è che il gesto si basa su “motivazioni tecniche assolutamente pretestuose e che in realtà celano strategie politiche mirate a screditare la laboriosità del sottoscritto”. Mentre D’Ascenzo preferisce non rilasciare dichiarazioni e non esprimere commenti. Questo almeno per il momento, mentre le supposizioni sulla tenuta del Palazzo, presumibilmente, già sono cominciate.
R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 11 marzo 2006


 

Molti i disagi, il collegamento sarà ripristinato. Intanto proseguono i lavori per il nuovo ponte

Bretella paralizzata, presto l'apertura

Il maltempo blocca da giorni la via di comunicazione tra l'Abruzzo e il Molise
 


L'ultima piena del Trigno che ha travolto la bretella

MONTENERO DI BISACCIA. Riaprirà al più presto la bretella sul Trigno, questione di giorni e sarà di nuovo transitabile il collegamento fra Abruzzo e Molise. E’ quanto si apprende dall’Ufficio tecnico della Provincia di Campobasso. Ed è una notizia che tranquillizza le migliaia di persone che, dal crollo del ponte nel 2003, usano il passaggio provvisorio per spostarsi da una regione all’altra.
La riapertura avverrà presumibilmente nei prossimi giorni, non appena le condizioni meteo saranno migliorate. I mezzi dovranno riparare ancora una volta le stradine di accesso al ponticello, travolte dalla piena del fiume il 25 febbraio, quando le abbondanti piogge hanno allagato anche vaste aree del Basso Molise.

Sono inoltre smentite le diffuse voci che, nei giorni scorsi, vedevano nell’assenza della dirigenza politica a Palazzo Magno un intoppo per la riapertura della bretella.
L’ente, come noto, è attualmente in fase di commissariamento a causa delle dimissioni del presidente Augusto Massa, e si aspettano le elezioni di primavera per il rinnovo del Consiglio provinciale. Nel frattempo penserà il commissario prefettizio ad autorizzare i lavori e firmare il relativo mandato di pagamento.
Continua intanto la ricostruzione del nuovo ponte, per il quale si prevede la fine dei lavori entro il prossimo inverno. La presenza dei mezzi in loco, come già sperimentato, facilita anche la riparazione del passaggio provvisorio. E’ infatti la stessa ditta aggiudicataria a riparare la struttura e riaprire al traffico la via di comunicazione. L’unica efficace, e in condizioni meno disastrose delle altre, per uscire ed entrare a Montenero. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 8 marzo 2006


 

"Molise disastrato"
Così nella campagna Idv

MONTENERO DI BISACCIA. “Questa situazione disastrosa, che riguarda anche il Molise, merita una nuova classe dirigente”. L’affondo è di Giuseppe Astore che venerdì sera ha concluso la serie di interventi nell’incontro dell’Italia dei valori a Montenero ed al quale hanno partecipato anche i consiglieri comunali del partito.
Astore ha annunciato la sua candidatura in tre regioni (Campania ed Emilia Romagna, oltre al Molise), nelle quali

affiancherà il leader nazionale Antonio Di Pietro. Di fronte ad una platea gremita, è stato posto l’accento sul consistente numero di appuntamenti elettorali in arrivo. Dalle politiche alle regionali, passando per provinciali, comunali di Termoli ed anche referendum sulla Devolution, ciò che secondo gli esponenti Idv è un’importante sfida, con l’imperativo di superare le soglie di sbarramento imposte dalla nuova (e contestata) legge elettorale.
Si è parlato anche di attività amministrativa, con relatori l’assessore Valeria D’Ottavio ed i consiglieri comunali Antonino D’Antonio, Michele Borgia, Cristiano Di Pietro e Donato Benedetto. Il bilancio del primo anno di attività in Comune è stato definito positivo, descrivendo l’Idv quale partito perfettamente integrato nella coalizione di centrosinistra, a Montenero come a livello nazionale. Anche se una frecciata, con la tipica verve astoriana, non è mancata da parte del coordinatore regionale sull’ultima nomina avvenuta in giunta. “Non accettiamo che si nomini il vicesindaco di questo Comune e noi non veniamo nemmeno informati”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 5 marzo 2006


 

Il Comune si schiera dalla parte degli agricoltori e
porta il problema all'attenzione della Regione

Da anni pagano l'acqua, ma nei terreni non arriva
 

MONTENERO DI BISACCIA. Pagano le tasse per un servizio che di fatto non hanno. Dopo la truffa la beffa, le parole usate sono diverse, ma il senso sembra proprio essere questo. Sulla carta molti agricoltori monteneresi hanno terreni irrigabili, nella pratica l’acqua non arriva per un problema mai risolto che si trascina da qualche anno.
Eppure sulla bolletta del Consorzio di bonifica il “ruolo” – e quindi l’importo – è quello di un regolare terreno irrigato, ossia almeno dieci volte maggiorato: invece che i normali otto euro per ettaro bisogna pagarne cento.
Affianco agli agricoltori è schierata anche l’amministrazione comunale, per la quale parla il consigliere con delega all’Agricoltura Michele Borgia.


Michele Borgia

“E’ giusto attribuire il ruolo specifico quando un impianto di irrigazione è funzionante – le sue parole -. Ma quando, come in questo caso, non c’è servizio questo si legge come un’ulteriore tassa su un settore dichiaratamente in crisi”.
Come intende muoversi l’amministrazione?
“L’estate scorsa ho parlato con il presidente della Regione Michele Iorio, che ha condiviso questo principio, rassicurando che ai terreni in oggetto non sarebbe stato applicato il ruolo di quelli irrigui”.
Invece è tutto come prima…
“Non credo che il presidente abbia dimenticato questo impegno – continua Borgia –, che era di portare avanti anche il completamento della diga di Chiauci. Attualmente l’acqua nell’impianto di Montenero è erogata tramite il pescaggio dal fiume Trigno, che è insufficiente nei periodi tardo-primaverile ed estivo. E’ quindi impensabile aumentare il reddito di questi terreni, ad esempio con doppie colture estive, perché manca l’acqua. E, addirittura, la mancata manutenzione dell’impianto provoca danni e disagi a poderi e strade a causa di continue perdite e rotture delle tubazioni”.
Quali iniziative pensa di intraprendere a questo punto?
“Martedì mi incontrerò con l’assessore regionale all’Agricoltura Rosario De Matteis, al quale chiederò una nuova legge, che modifichi il sistema con cui i Consorzi di bonifica applicano le tasse. Secondo la normativa attuale si paga di più anche solo per la possibilità di ottenere un servizio, non se di questo effettivamente si fruisce. Si arriva all’assurdo che chi ha un terreno all’interno di un Consorzio paga per l’acqua ad usi irrigui anche se non ha le tubazioni sul proprio podere”.
Sono disservizi che si trascinano già da qualche anno e finora non è cambiato nulla, cosa le fa pensare che stavolta possa andare diversamente?
“Sono già in contatto con le associazioni di categoria e con tutti gli agricoltori interessati per condurre non solo manifestazioni contro questo sopruso, ma anche per intraprendere se necessario azioni legali”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 4 marzo 2006


 

Dopo i risultati sui campioni idrici l'ente rassicura

Molise Acque: a Montenero nessun inquinamento
 

MONTENERO DI BISACCIA. “L’acqua fornita dalla Molise Acque ai cittadini di Montenero di Bisaccia non è inquinata”. In una nota diffusa ieri, l’azienda regionale subentrata all’Erim smentisce che vi siano casi di contaminazione nella rete idrica del comune bassomolisano. L’allarme era nato nei giorni scorsi dopo numerose segnalazioni – verificate - giunte al Comune di Montenero, riguardanti acqua torbida che usciva dai rubinetti. Ad aggravare lo stato di preoccupazione il ripetersi del fenomeno nel giro di pochissimi giorni.
“Le analisi effettuate dal laboratorio della Azienda Regionale Speciale lungo le condotte del lato sinistro dell’acquedotto regionale sulle acque destinate ad uso umano nel comune di Montenero di Bisaccia – si legge sempre nella nota – sono ampiamente conformi ai limiti previsti dalla legge e non presentano alcuna forma di inquinamento o parametri di allerta”.
Per l’ex Erim è tutto nella norma e non c’è motivo di preoccuparsi, in sostanza. Si tratterebbe di episodi “assolutamente privi di conseguenze sulla salubrità dei cittadini di Montenero di Bisaccia e che sono circoscritti esclusivamente a questa comunità”. Ma allo scopo di “verificare insieme agli enti coinvolti le reali cause dell’inconveniente”, la Molise Acque sollecita un incontro con gli utenti e le istituzioni, al fine di ribadire la “disponibilità al corretto confronto istituzionale che caratterizza lo spirito imprenditoriale dell’azienda”.
Intanto l’aspetto dell’acqua di rubinetto è tornato alla normalità e dall’ultimo episodio non vi sono più state segnalazioni su impurità in sospensione. Ulteriori chiarimenti potrebbero arrivare nell’incontro chiesto dalla Molise Acque. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 4 marzo 2006

(gli altri articoli sullo stesso argomento sono riportati immediatamente sotto al presente)


 

Acqua torbida dai rubinetti, è mistero

Rientra l'allarme, ma restano sconosciute le cause del preoccupante fenomeno
 

di Rossano D’Antonio

MONTENERO DI BISACCIA. E’ rientrato l’allarme, ma in paese si teme che possa succedere di nuovo. Acqua torbida dai rubinetti: questo il sintomo. Mentre per la “malattia” che affligge, o ha afflitto, l’acquedotto cittadino manca ancora una risposta certa. E’ accaduto sabato scorso e ieri l’altro, decine di segnalazioni sono giunte in Comune sulla colorazione dell’acqua: paglierina nel migliore, marrone nel peggiore dei casi.

Da ieri è tornata la normalità, l’acqua di rubinetto è limpida e dall’Erim (l’ente regionale che gestisce le risorse idriche) rassicurano la popolazione. Le vasche di raccolta sono state pulite ed un campione è stato prelevato per essere analizzato; entro oggi dovrebbe arrivare il responso. L’ipotesi più probabile è che si sia trattato di semplice terriccio, quindi nulla di grave. Mentre sporadiche ricomparse del fenomeno potrebbero dipendere da residui di sostanza rimasti nelle condotte, oppure dall’accumulo di acqua torbida nelle cisterne autoclavi delle singole abitazioni.
Rimane tuttavia il mistero su quale sia stata la causa, e qui le opinioni si dividono.

 Dall’Erim, sentiti telefonicamente, dicono che in base agli accertamenti fatti è tutto normale. Tesi che secondo il direttore dell’ente è avvalorata dall’assenza di analoghe segnalazioni da altri comuni. Eppure l’acqua torbida a Montenero non è stata un’allucinazione di massa. In Comune prevale l’ipotesi che i problemi riguardino il ramo sinistro dell’acquedotto regionale, quello che segue la dorsale trignina. Ma a Tavenna, paese che si trova immediatamente prima di Montenero nella suddetta linea dell’acquedotto, pare che tutto scorra normalmente. Sarà accaduto qualcosa nel tratto che divide i due comuni? Una rottura delle tubazioni con infiltrazione di terriccio? Mistero. Per l’Erim è tutto normale, al Comune sono arrivate segnalazioni di acqua contaminata.

Il Quotidiano del Molise 3 marzo 2006


 

Il paese è rimasto a secco già dalla mattina.
Rimbalzo di responsabilità tra Comune ed ex Erim

Acqua inquinata, torna l'incubo

In pochi giorni è la seconda volta che
dai rubinetti delle case esce il liquido torbido

MONTENERO DI BISACCIA. Di nuovo una brutta sorpresa per i monteneresi che ieri mattina hanno aperto i rubinetti. Come già accaduto sabato, è fuoriuscita ancora acqua torbida, di colore paglierino e con impercettibili particelle in sospensione, finché l’acquedotto è stato chiuso ed in città si è rimasti senz’acqua per tutta la giornata. E’ andata peggio a chi ha riempito le cisterne autoclavi, ritrovandosi con svariati quintali di liquido irrimediabilmente sporco in deposito. In altre parole, senza acqua corrente e con quella di botte contaminata.
Si ignorano al momento le cause, se si tratti di semplice fango o altro, e come sia potuta arrivare nelle condutture la sostanza estranea. E’ anche difficile stabilire se il problema sia riconducibile all’invaso del Liscione o all’allacciante sinistra dell’acquedotto molisano. Sabato scorso, infatti, l’acqua torbida è arrivata non dalla diga, ma dalla normale rete che fornisce diversi comuni trignini prima di approdare a Montenero. L’intervento provvidenziale di un dipendente comunale riusciva ad arginare il problema, convogliando sulla rete cittadina solo l’acqua del Liscione.
Ieri invece c’è stata la chiusura “a monte” di ambedue le fonti di approvvigionamento idrico cittadino. Ciò, unito al ripetersi dell’evento in pochi giorni, ha fatto diffondere fra gli abitanti l’allarme, complice il silenzio che arriva dalle istituzioni. Sotto accusa in questi casi è il Comune, ma da qui la responsabilità è subito rimpallata all’ente regionale che gestisce le risorse idriche (Erim). Il dialogo fra i due enti è storicamente sempre stato difficoltoso. Spesso è accaduto che il Comune sia stato avvisato troppo tardi di problemi alla rete, non potendo quindi disporre in tempo i necessari razionamenti per impedire lo svuotamento delle vasche di raccolta. Difficoltà di dialogo che ieri sembra avere avuto conferma. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 2 marzo 2006


 

Il maltempo aggrava la situazione.
Cittadini infuriati: "E' da anni che non si prendono provvedimenti"

Frane e buche, odissea sulle strade

La Provinciale 163 paralizzata da dissesti e cedimenti. Tanti disagi e troppi rischi
 

MAFALDA. Raggiungere Montenero di Bisaccia è un’odissea, non si può tenere una strada in simili condizioni. Questa è la lamentela che sempre più si ascolta dai mafaldesi, ormai decisi a far sentire le proprie ragioni per una viabilità disastrata, che rischia di isolare fra loro due comunità molto legate.
La Provinciale 163 è trafficata, c’è l’interscambio socio-economico fra i comuni citati e per Mafalda è la via obbligata per arrivare alla Statale 16, sulla costa, all’Autostrada. Ma il problema serio, da qualche anno, è diventato proprio raggiungere la vicina Montenero: un’impresa degna del Camel Trophy.


Una delle numerose frane


Una buca sulla carreggiata

Buche, laddove non siano vere e proprie voragini, ma soprattutto frane, hanno sostituito la normale pavimentazione stradale per buona parte dei dieci chilometri che dividono i due comuni. I cedimenti sono gli stessi che da tempo martoriano il tratto di strada. Ma è da due anni che non si prende nessun provvedimento duraturo, se non rimettere un po’ di ghiaia per consentire il passaggio delle auto a passo d’uomo. I tempi di percorrenza sono raddoppiati ma, stando al parere degli automobilisti, fin qui passi.

Il dramma è che i mezzi si distruggono e si corrono seri rischi quando si incrociano altre vetture, poiché si è costretti a passare su una sola corsia essendo metà carreggiata franata nei campi.
La denuncia di una situazione che diventa ogni giorno più insostenibile, complici le recenti e abbondanti piogge, arriva anche dall’amministrazione comunale di Mafalda. Il vice sindaco Pasquale Massimi riferisce che la Provincia è già stata informata e che si attendono interventi urgenti. Nell’immediato sono necessarie sistemazioni provvisorie, che garantiscano un minimo di sicurezza agli automobilisti. Ciò che ci si attende ancor più è invece la definizione di lavori duraturi, che risolvano in modo definitivo il degrado viario della Provinciale 163. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 1 marzo 2006


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