In questa pagina sono pubblicati alcuni degli articoli scritti da Rossano D'Antonio
per la testata giornalistica Il Quotidiano del Molise

ARTICOLI DI LUGLIO 2006

Indice generale news

L'idraulico percorrerà 2000 chilometri, destinazione Berlino

In tour europeo su due ruote

E' cominciata ieri l'impresa di Nicola Marchesani, appassionato ciclista
 

MONTENERO DI BISACCIA. E' partito ieri per il suo dodicesimo “raid”. Nicola Marchesani è l’idraulico che ogni estate si trasforma in ciclista a lunga percorrenza. Va sempre da solo, perché gli è difficile trovare compagni disposti a certe “follie”. 2000 km, suddivisi in dieci tappe, da percorrere sullo stretto sellino di una bicicletta da corsa.
Sono pochi i posti d’Europa che non ha ancora raggiunto. Così quest’anno si cimenterà nella Bruxelles-Berlino, passando prima per Olanda, Danimarca, Svezia e Polonia.

Nicola li chiama raid e, in effetti, è difficile non pensare alle sue imprese come a qualcosa di avventuroso. Mette di tutto nelle borsette laterali, unico necessario complemento estraneo alla linea perfetta della bicicletta da corsa. Poi parte e ogni giorno pedala da un posto all’altro, secondo un tragitto già studiato. Dorme ogni sera in una diversa città, ma prima di andare in hotel visita i monumenti del posto. Si mette in posa con la bici accanto, ed a qualche passante fa scattare la foto: quest’anno forse sceglierà la porta di Brandeburgo.
Nicola Marchesani si allena tutto l’anno e in estate arriva al raid in piena forma. “Qualche lavoro incompiuto lo lascio – confessa l’idraulico montenerese -, e al ritorno dovrò darmi da fare per recuperare. Ma non posso rinunciare al raid”. Anche i clienti cui cola il rubinetto, di buon grado, lo sanno e aspettano un pochino. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 30 luglio 2006

 

 

Con lo stesso budget dell'anno scorso 9 eventi in più

42 idee per l'estate

Soddisfatto del cartellone l'assessore Di Pinto
 

MONTENERO DI BISACCIA. Quarantadue eventi, nove in più rispetto all’anno scorso, con lo stesso budget. E’ soddisfatto l’assessore alla Cultura Giuseppe Di Pinto nel presentare l’appena cominciata Estate montenerese, la seconda da lui coordinata. Serate che abbracciano i vari generi musicali, rispolverando le sagre che sono mancate l’anno scorso, è un cartellone lungo due mesi e che sarà concluso, anche quest’anno, da un prestigioso comico di Zelig: Giovanni Cacioppo. Nel frattempo anche singolari eventi socio-sportivi, come la corsa di minimoto ed il calcio Balilla umano.
“Ma – precisa il giovane amministratore – abbiamo cercato di investire anche in qualcosa che resti”. Ne è un esempio l’acquisto dello schermo gigante, già usato per le memorabili partite dell’Italia mondiale e che ha avuto il debutto video-musicale con la serata dedicata ai Pink Floyd.
L’intero programma è contenuto in una brochure in corso di distribuzione e stampata in 3500 copie. Grazie agli sponsor ed al suo diretto interessamento, l’assessore dice di aver fatto risparmiare alle casse comunali l’80%


Giuseppe Di Pinto

del costo di pubblicazione.
Di Pinto, inoltre, spiega perché quasi tutti gli eventi si svolgano nel centro del paese, in piazza della Libertà. “E’ stata una scelta precisa – le sue parole – perché così chi vuole stare in tranquillità, lontano dagli stand e dalla musica, può optare per la zona Bivio e piazza san Paolo”.
L’Estate 2006 è anche la prima con servizio d’ordine gestito dalla Protezione civile di Montenero. All’appena neonata associazione, fa sapere l’assessore, è stato concesso con delibera di giunta l’uso di un locale nel (mai usato finora) terminal bus. Altra punta di soddisfazione, per Giuseppe Di Pinto, è che molti eventi estivi sono organizzati da cittadini col sistema del patrocinio, dove il Comune garantisce assistenza e strutture, mentre il resto è affidato all’iniziativa privata. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 27 luglio 2006


 

Per affrontare l'emergenza vertice tra amministrazione e carabinieri.
Il sindaco tranquillizza la popolazione

Furti, Montenero sorvegliata speciale

Una pattuglia controlla il paese 24 ore su 24. Domani incontro in Prefettura
 

MONTENERO DI BISACCIA. Un incontro annunciato a gran voce, ma blindato. La stampa è dovuta rimanere fuori, lunedì sera, tranne che per una furtiva foto, poi la porta è stata richiusa. Solo il tempo di vedere che all’interno c’erano amministratori, carabinieri ed il parroco. Anche l'opposizione e in particolare il consigliere Porfido ha espresso la sua indignazione per non essere stato messo al corrente di questo incontro.
Il resoconto, così, passa per le parole del sindaco Giuseppe D’Ascenzo. A lui spetta raccontare cosa è stato detto nel vertice sull’emergenza furti notturni, che nell’ultimo mese hanno sconvolto la tranquillità cittadina.
“Intanto ormai è chiaro che non fanno rapine ma furti – spiega D’Ascenzo -, cercano soprattutto macchine di grossa cilindrata per


Il vertice tenuto in Comune lunedì sera

un’organizzazione del Napoletano. E’ già stata intensificata l’opera di prevenzione, Montenero è stato dichiarato zona H24 e quindi una volante pattuglia 24 ore su 24 il territorio. Di notte si aggiunge un’altra pattuglia”.
La banda di Morfeo, che più volte si è fatta viva negli ultimi tempi, andrebbe alla ricerca delle chiavi di auto. Per questo entrerebbe nelle case mentre i proprietari dormono, perquisendo persino nelle tasche dei pantaloni appoggiati sulle poltrone. Se poi capitano a portata di mano anche gioielli e denaro contante, tanto meglio.
“Giovedì avremo un incontro, che io stesso ho richiesto – continua il sindaco - con il prefetto a Campobasso. Con il Comitato per la sicurezza e ordine pubblico vedremo altre misure per meglio tutelare e controllare il territorio”.
Se la sente, sindaco, di rassicurare i cittadini che non dormono più di notte?
“Penso che con la vigilanza 24 ore su 24 il territorio venga presidiato e sono convinto che i malviventi non hanno vita facile. Per questo voglio ringraziare i Carabinieri per il grande impegno messo in atto per difenderci”.
La minoranza si è lamentata di non aver potuto partecipare all’incontro…
“A parte che non c’è stata alcuna richiesta ufficiale, era una riunione del sindaco e dell’amministrazione con i Carabinieri per vedere cosa fare”.
In chiusura D’Ascenzo riferisce che le forze dell’ordine chiedono la collaborazione della popolazione, purché limitata alla sola segnalazione al 112. Il monito è rivolto alle ronde notturne, formatesi spontaneamente e che girano di notte a caccia della Morfeo. Avendo già una pattuglia sul posto, spiegano i Carabinieri, si raggiunge in poco tempo il luogo segnalato telefonicamente. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 26 luglio 2006

Temi correlati:
La minoranza interroga il sindaco (25/07/2006)
Tutti gli articoli sulla banda di Morfeo


 

Scooter abbandonato da 5 giorni,
forse è stato usato dalla banda di Morfeo

MONTENERO DI BISACCIA. E’ stato usato dalla banda di Morfeo? Difficile non porsi la domanda in un periodo del genere, quando i ladri notturni mettono a segno un colpo dopo l’altro nelle case dei monteneresi.
Un vecchio scooter Peugeot sosta per almeno cinque giorni in via Argentieri. La targa pare contraffatta, sicuramente non rilasciata dalle autorità competenti perché scritta a mano. I residenti, vedendo che nessuno torna a riprendere il ciclomotore, si insospettiscono. Sul posto ieri mattina i Carabinieri hanno fatto un’ispezione e sono state avviate le indagini per risalire al proprietario.


Lo scooter abbandonato in via Argentieri

Difficile dire con precisione quando è stato abbandonato, poiché la via è trafficatissima e nessuno presta attenzione alle centinaia di motorini che circolano. La chiave nel quadro non c’era, mentre un particolare che fa pensare ad un furto avvenuto lontano arriva da una figurina. Proprio sullo sterzo è attaccato un adesivo con la formazione del Pisa Calcio. Difficile che una squadra toscana di terzo livello annoveri tifosi in zona. Nel pomeriggio di ieri i Carabinieri hanno prelevato il mezzo e lo hanno portato via.  R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 26 luglio 2006

Sullo stesso tema:
Tutti gli articoli sulla banda di Morfeo


 

Mafalda. Partiti questa mattina i controlli sulle pratiche da 20mila euro

Speculazioni post-sisma
Paese sotto torchio
 

MAFALDA. I pini centenari in via Emilia minavano con le radici la sicurezza stradale, perciò sono stati tagliati. Mentre il Piano del traffico senza la collaborazione dei cittadini non sarà mai realtà.
Tanta la carne messa a cuocere, dal sindaco Nicola Valentini, nel barbecue virtuale dell’incontro annuale con i cittadini. E, ancora una volta, non è mancato il condimento piccante: la questione dei finanziamenti post-sisma.
Il primo cittadino, domenica sera, ha ribadito la contrarietà alla corsa ai fondi per qualcosa “che sono convinto non ci sia stato a Mafalda”. Ma rispetto all’ultimo Consiglio comunale, dove era bocciato un progetto di ricostruzione totale di “una catapecchia” (questa la definizione usata), c’è stato l’annunciato passo avanti. Valentini lo ha fatto con sarcastico aplomb: “siccome un consigliere di minoranza mi ha sfidato, comunico che da domani avvieremo la verifica di tutte le
pratiche da 20.000 euro”.


Un momento dell'incontro a Mafalda

Una delle obiezioni, infatti, era che si dovessero riesaminare tutte le richieste di finanziamento e non solo una (quella già bocciata). Un assist per il sindaco, che ha già annunciato di aver trovato tre pratiche irregolari su nove complessive. Quando era in carica l’attuale opposizione, in sostanza, sono state accettate richieste prive della certificazione del Com (Centro operativo misto) di Larino. In parole più semplici, anche se i tecnici hanno dichiarato che non c’erano danni da terremoto, sono stati ugualmente elargiti i 20000 euro. La faccenda sarà più chiara a verifiche terminate, dalle quali potrebbero venir fuori altri clamorosi esiti. Un po’ ovunque si pensa che prima o poi arriverà e riguarderà molti centri. Partirà proprio da Mafalda il caso delle speculazioni post-sisma? R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 25 luglio 2006

Temi correlati:
Fondi del sisma per le catapecchie (19/072006)
Pista ciclabile, abbattuti pini secolari (06/07/2006)


 

L'amministrazione preoccupata ha convocato per domani un vertice con i carabinieri

Furti a Montenero, è allarme

Il paese è ostaggio dei ladri che colpiscono non solo di notte ma anche di giorno
 

di Rossano D’Antonio

MONTENERO DI BISACCIA. “L’ultimo, brutto episodio, si aggiunge alla situazione già preoccupante e difficile dell’ultimo mese, creando un più che giustificato allarme”.
A parlare è il vice sindaco Mauro Natalini. I fatti sono quelli noti alle cronache recenti: il paese è ostaggio dei ladri, notturni e diurni. Almeno tre volte, due solo a luglio, la banda di Morfeo è entrata nelle case mentre i proprietari dormivano. L’altro ieri pomeriggio, invece, dopo il furto ad un’impresa edile c’è stato l’inseguimento in auto ad opera dei derubati. I ladri sono finiti fuori strada, riuscendo però a fuggire nelle campagne. Sono tuttora ricercati.
E la paura cresce. “Non si dorme più la notte”, impossibile contare quanti pronunciano questa frase. Montenero è una comunità tranquilla, non abituata a certi inediti e frequenti fuori programma. Forse per questo anche dal Palazzo municipale hanno tardato un po’ a farsi vivi.
“L’amministrazione ha convocato un incontro per lunedì 24 luglio con i Carabinieri di Montenero e Termoli – spiega Natalini -. Interverrà inoltre il presidente della Provincia Nicola D’Ascanio ed è stato invitato anche il  

prefetto di Campobasso. Chiederemo con forza interventi che riportino alla tranquillità la cittadina. Altresì ci stiamo attivando per predisporre un servizio di vigilanza notturna, di ausilio alle forze dell’ordine, fatto dai Vigili urbani o da istituti privati”.
Vice sindaco Natalini, ma perché solo adesso si fa sentire l’amministrazione?
“Abbiamo sempre seguito questi avvenimenti, anche se il nostro compito è solo di segnalare a chi di dovere. Nell’ultimo mese la situazione è peggiorata di colpo e siamo arrivati alla convocazione del vertice. Possiamo dire, però, che per fortuna i malviventi arrivano da fuori, quindi non c’è criminalità locale, la banda non è composta né da residenti né da extracomunitari qui ospiti. Anche la relazione dei Carabinieri ci ha rassicurato che i ladri non sono del posto. Pertanto è un fenomeno che non può durare a lungo, non avendo radici qui, il che sarebbe stato molto più preoccupante. Montenero resta una cittadina tranquilla e siamo convinti che con una manovra ben coordinata tutto tornerà alla normalità”.


Mauro Natalini

Sulle ronde notturne, di recente costituitesi volontariamente, in Comune non si parla. E’ un argomento delicato, questa la percezione. Ma nei corridoi, a microfoni spenti, si sente la preoccupazione. Cosa succede se i ragazzi vigilantes improvvisati incontrano davvero i furfanti? O se pestano qualcuno per sbaglio? Peccato soltanto che ci sia stato tutto il tempo, per i cittadini, di organizzarsi e intraprendere iniziative autonome.

Il Quotidiano del Molise 23 luglio 2006

Sullo stesso tema:
Tutti gli articoli sulla banda di Morfeo


 

"Collaborazione e rispetto dei ruoli",
la promessa del presidente Michele Borgia

 

MONTENERO DI BISACCIA. “Voglio ringraziare il Consiglio provinciale e augurare buon lavoro anche alla giunta. Ma soprattutto voglio dire grazie al partito, che ha avuto fiducia in me e mi ha sostenuto per arrivare a questo importante incarico”. Michele Borgia, esponente dell’Italia dei valori di Montenero, commenta la fresca nomina a presidente del Consiglio provinciale. L’occasione per porgli qualche domanda.


Michele Borgia

Nel suo nuovo incarico da dove comincerà?
“Dal garantire piena autonomia al Consiglio, dando voce a tutte le idee delle varie espressioni politiche, assicurando un corretto ed efficace svolgimento dei lavori”.
Come intende confrontarsi con l’opposizione?
“Il rapporto sarà di collaborazione e rispetto dei ruoli, senza alcun tipo di pregiudizio”.
Oltre al presidente D’Ascanio, tre monteneresi sono consiglieri in Provincia, eppure solo lei ha un incarico di rilievo. Non le sembra magro come bottino?
“Si poteva avere un risultato migliore, se fosse passata la nostra proposta che tutti i partiti dovevano essere rappresentati in giunta. Così non è stato e Mauro Natalini è rimasto fuori dall’esecutivo. In ogni caso Natalini e Cristiano Di Pietro hanno ruoli importanti, poiché presiedono le commissioni Lavori pubblici e Affari generali”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 23 luglio 2006


 

L'uomo avvisa i familiari che riescono a sbarrare la strada ai ladri,
che poi fuggono a piedi tra le campagne

Dopo il colpo, vittime all'inseguimento

Entrano in un cantiere e rubano 4mila euro, ma il proprietario li scopre e reagisce

di Rossano D’Antonio

MONTENERO DI BISACCIA. Tutto è terminato con una fuga stile film anni Settanta, con tanto di inseguimento e macchina che esce di strada. Nonostante ciò sono riusciti a portare via il bottino, che ammonta ad almeno 4mila euro.
Ieri pomeriggio uno dei titolari di una nota impresa edile stava nel suo ufficio, al primo piano dello stabile di proprietà, nella zona artigianale. Il giovane, sentendo dei rumori provenire dal basso, si è insospettito ed è sceso al piano terra. Li ha visti solo di spalle e a colpo compiuto. Due persone, di corporatura media e con abiti scuri, stavano proprio allora scappando a gambe levate. Avevano già forzato il cassetto di una scrivania e preso il denaro appena riscosso da un cliente per un lavoro effettuato.
L’imprenditore si è lanciato nell’inseguimento, ma riuscendo a salire in auto quando ormai i ladri erano spariti dalla visuale. Nel frattempo avvisava il padre ed il fratello, che si trovavano in un cantiere a circa 8 chilometri dal paese. “Se passano per quella strada – ha raccontato più tardi – sono in trappola”. Le possibilità erano una su tre. E i ladri, in fuga a bordo di una vecchia Rover bianca rubata, hanno scelto proprio la Querce grosse per dileguarsi.
Quando, inaspettatamente, si sono trovati di fronte un’auto che cercava di fermarli, sono finiti prima in testacoda e poi sul fondo di una scarpata di cinque metri. L’auto che proveniva di fronte era quella del fratello del derubato, che subito aveva riconosciuto i ladri dalle descrizioni ricevute poco prima telefonicamente.
Nonostante il salto ed i vistosi danni riportati dal mezzo, i due devono essere rimasti illesi dopo l’impatto. Infatti sono scappati, sparendo velocemente nelle campagne circostanti e facendo perdere ogni traccia.
Sul posto sono arrivati i Carabinieri di Montenero e di Termoli, mentre i Vigili del fuoco hanno accertato che non vi fosse nessuno a bordo dell’auto finita fuori strada. Le ricerche sono proseguite anche con l’elicottero dei Carabinieri, che ha perlustrato l’agro di contrada Querce grosse alla ricerca dei furfanti ormai appiedati e braccati.

Il Quotidiano del Molise 22 luglio 2006


La Rover finita nella scarpata



Un carabiniere inizia le ricerche


 

Impennano le vendite di antifurti e sistemi di protezione

Caccia notturna a Morfeo

I cittadini organizzano ronde per difendersi dai ladri

MONTENERO DI BISACCIA. La banda di Morfeo ruba nelle case approfittando del sonno di chi vi abita. La città risponde. E lo fa a modo suo, dalla base, da quei cittadini esasperati che da tre settimane non dormono più. Così c’è chi ha deciso di passare quelle ore insonni in strada anziché in casa.
E’ la novità degli ultimi giorni. Diversi volontari girano per le strade nel cuore della notte, perlustrano, stanno attenti ad eventuali auto sospette. Ma soprattutto fanno vedere che ci sono, che c’è la reazione, che non se ne può più dei ladri notturni che arrivano persino in camera da letto.
Intanto le vendite di sistemi d’allarme e di protezione degli infissi sono aumentate in maniera vertiginosa.
Tutto accade quando ancora si lamenta una scarsa presenza di forze dell’ordine, questa l’opinione diffusa a torto o a ragione. E mentre l’istituzione più vicina, il Comune, ancora non è riuscita ad intervenire sul tema, anche solo per parlarne con i cittadini, far sentire che c’è. Addirittura la minoranza consiliare ha fatto in tempo a presentare un’interpellanza.
La banda di Morfeo sta infestando tutto il Basso Molise con i furti notturni. Portano via denaro e preziosi trovati a portata di mano e, tutte le volte, un’auto di grossa cilindrata. Solo a Montenero tre episodi da marzo. Le indagini proseguono nel massimo riserbo, anche se è trapelato che diversi sospetti sono sotto la lente degli inquirenti.

La testimonianza: "Li abbiamo sentiti quando erano in casa"

Intanto un dubbio che finora circolava, relativo all’uso di sostanze narcotizzanti, pare essere dissipato. I furfanti approfittano semplicemente del sonno profondo dei proprietari, senza anestetizzarli. A conferma di ciò vi è la testimonianza di una coppia rimasta vittima della Morfeo in un centro del Basso Molise. “La verità è che li abbiamo sentiti e ce ne siamo accorti che erano già nella stanza accanto – raccontano -, ma siamo rimasti a letto, ad aspettare che andassero via”. Paura, certo, che probabilmente sfocia in istinto di autotutela: se sono già qui dentro, è meglio che prendano qualcosa e vadano via al più presto, senza imprevisti che potrebbero sfociare nel peggio. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 21 luglio 2006

Sullo stesso tema:
Tutti gli articoli sulla banda di Morfeo


 

E a Mafalda scoppia il caso della speculazione coi
finanziamenti post terremoto, sotto la lente le richieste

Fondi del sisma per le catapecchie

La giunta blocca un indennizzo da 337mila euro per ristrutturare un casolare
 

di Rossano D’Antonio

MAFALDA. “Da noi il terremoto non si è quasi sentito”. Ma nonostante questo sono “seguite delle vergogne, con una legislazione che partendo dal Cratere si è allargata a tutta la provincia di Campobasso”.
Inizia così Nicola Valentini, sindaco del centro bassomolisano, la discussione del quarto punto in Consiglio comunale, lunedì sera. Alla fine è bocciata una richiesta di finanziamento per ricostruire un’abitazione danneggiata dal sisma, oppure da decenni diroccata, secondo i punti di vista.
Potrebbe diventare un terremoto politico l’iniziativa del sindaco, forse il primo a mettere in discussione la mole di denaro arrivata dopo le calamità di quattro anni fa.

Un momento del Consiglio comunale di Mafalda

Tutto ha inizio da una cifra: 337mila euro. Questo l’importo richiesto per ricostruire un’abitazione privata, attingendo ai fondi erogati per il terremoto che colpì San Giuliano di Puglia nell’ottobre 2002. Ma è una cifra che insospettisce la giunta comunale, che nel chiedere lumi al progettista vede ridurre la somma fino a 190mila euro. Valentini ha ancora perplessità e chiede perché sia chiesto l’importo massimo per metro quadro, poiché la casa più che finita e abitata, sembra diroccata.
Ciò che segue è la riesamina di tutta la pratica, rimessa nelle mani dell’Ufficio tecnico e del C.o.c. (Centro operativo comunale) nel frattempo rinnovato dalla nuova maggioranza. In Consiglio il sindaco spiega nei dettagli la scoperta di una serie di errori e di “un capolavoro di irregolarità amministrative”. Si va dalla residenza del proprietario che non coincide con l’abitazione da ricostruire (condizione necessaria), alla certificazione del C.o.m. (Centro operativo misto) di Larino che all’epoca rilevava danni non derivanti dal terremoto, ma già esistenti. Si innesta quella che Valentini definisce “una scritta col computer”, ossia un’alterazione dei fogli di mappa.
Dalla minoranza replica Egidio Riccioni, sindaco fino al 2004 e perciò all’epoca dei fatti. Chiede subito se vi siano altri casi analoghi. Poi lancia l’affondo: “è immorale questa scientificità nell’analizzare una sola pratica”. In parole povere, perché di fronte a due situazioni identiche una sola è stata passata al setaccio, rilevando errori, e l’altra no? Il riferimento di Riccioni è ad un’altra richiesta di finanziamento, ritenuta regolare dalla maggioranza. Insiste affinché siano riesaminate tutte le pratiche e non solo una. Parla di volontà di “diluire su tutti i consiglieri la responsabilità” che è solo del sindaco. E chiede a questi come mai abbia usato gli appositi fondi per acquistare un immobile in centro, pur dicendo che il terremoto a Mafalda non c’è stato.
Il silenzio gelido che ha caratterizzato tutta la riunione a questo punto finisce ed iniziano i battibecchi. E’ con il voto contrario della sola minoranza che tutto ha termine. Ma forse non tutto, poiché Valentini fuori dell’ufficialità del Consiglio non ha escluso ulteriori sviluppi. Compresa, e questo sarebbe ancor più sorprendente, la riesamina di tutte le pratiche di finanziamento per i danni del sisma.

Il Quotidiano del Molise 19 luglio 2006


 

Alcolismo
Confronto a Mafalda

 

 

Il vicesindaco di Mafalda
Pasqualino Massimi

MAFALDA. L’alcolismo non è un vizio, è una malattia che porta gravi conseguenze. Ma dalla quale si può guarire, purché ci sia forte determinazione personale e l’aiuto di famiglie e associazioni. Se n’è parlato venerdì sera a Mafalda, dove nella sala consiliare il vice sindaco Pasqualino Massimi ha organizzato un incontro con la Alcolisti anonimi.
La partecipazione del pubblico, con domande e riflessioni, dimostra come il tema sia sentito anche in un piccolo centro. Toccanti sono state le testimonianze di chi ha vissuto il dramma della dipendenza da alcol e di alcuni familiari. Pur non facendo sconti a nessuno, l’alcolismo vede nei giovani la fascia più a rischio, anche se – è stato detto – è preoccupante l’aumento di consumo nelle donne over 35.
L’aiuto di un’associazione come la Alcolisti anonimi, nella quale l’esperienza altrui è il punto di forza, diventa un mezzo efficace, come dimostrano i risultati e le testimonianze, per aiutare a smettere di bere chi da solo non ci riuscirebbe. Inoltre incontri del genere, dove si informa anche e soprattutto chi il problema non lo ha, sono importanti per la prevenzione. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 17 luglio 2006


 

Gli inquirenti ora sono sulle tracce dei complici che potrebbero avere le ore contate

Banda di Morfeo, arrestato un 22enne

I carabinieri lo hanno fermato l'altra notte con l'accusa di tentato furto

MONTENERO DI BISACCIA. Una notizia che fa sperare quanti erano terrificati dall’idea di trovarsi i ladri in casa durante il sonno. Un extracomunitario di 22 anni, del quale non sono state rese note le generalità, è stato arrestato l’altra notte. Secondo le prime indiscrezioni, la cattura è avvenuta nel circondario di Montenero di Bisaccia, al termine di un inseguimento in macchina. Il sospetto era alla guida di un’auto rubata e ci sarebbero forti indizi sulla sua appartenenza alla banda di Morfeo, quella che negli ultimi mesi ha messo a segno diversi colpi in svariate abitazioni di tutto il Basso Molise. La modalità dei furti, divenuta tristemente celebre solo a Montenero tre volte da marzo, è quella di introdursi nelle abitazioni dalle finestre (soprattutto con persiane). Tramite alcuni forellini, i ladri riescono a far girare la maniglia all’interno e ad aprire l’infisso. Una volta dentro prendono denaro e preziosi, arrivando in molti casi ad entrare in camera da letto senza essere scoperti dai proprietari immersi nel sonno. Qualche giorno fa, durante l’ultima incursione a Montenero, i ladri sono stati visti scappare e sono stati scoperti importanti indizi sul loro modo di operare. Sempre da indiscrezioni, le forze dell’ordine sarebbero sulle tracce degli altri componenti della banda, che a questo punto avrebbero davvero le ore contate.

Il Quotidiano del Molise 16 luglio 2006

Sullo stesso tema:
Tutti gli articoli sulla banda di Morfeo


 

Alcuni testimoni dicono di aver visto tre auto sospette e due uomini che fuggivano a piedi

Ore contate per Morfeo e i suoi

Il gruppo di ladri che agisce di notte, dopo l'ultimo furto ha lasciato qualche indizio
 

MONTENERO DI BISACCIA. Non cessa la preoccupazione in paese dopo l’ultima incursione, con relativo bottino, della banda di Morfeo. Ma stavolta i ladri notturni qualche indizio lo hanno lasciato.
Nella notte fra lunedì e martedì hanno messo a segno il colpo, per la terza volta da marzo ed a soli sette giorni dal precedente. In tanti dicono di non chiudere più occhio la notte e ad aggravare il quadro è la notizia che nei giorni scorsi è successo anche a San Salvo. Nessuno, in sintesi, esclude altri episodi a Montenero.
Eppure qualche differenza, rispetto alle altre volte, c’è. E’ stata ritrovata una Y 10 rubata e si sospetta che possa essere stata usata dalla banda. I risultati delle analisi fatte dalla Scientifica potrebbero dare indizi importanti.
Ma, soprattutto, si sa qualcosa di più grazie alle testimonianze rese dalle vittime. In un caso i ladri sono stati scoperti appena entrati in casa. Nell’aprire la finestra questa è strisciata sul pavimento e la proprietaria di casa ha gridato per svegliare il marito. Questi, affacciandosi, ha visto due ombre fuggire a piedi. Contemporaneamente, si è scoperto dopo, erano in atto altri due furti in abitazioni vicine.
I componenti della banda di Morfeo, questa la deduzione, sarebbero almeno sei. Ai quali non è escluso che si debba aggiungere qualche altro elemento di supporto, magari una vedetta.
L’ipotesi sembra confermata da un altro fatto. La settimana prima, quando c’è stata l’incursione in viale Europa, vari testimoni hanno riferito di aver visto tre auto sospette aggirarsi di notte nel quartiere. E, altro importante elemento, sono scelti sempre orari che vanno dalle 2 alle 4 di notte. In pratica dopo il rientro di chi tira tardi e prima che si sveglino gli operai che fanno i turni.
Tutto fa pensare ad una vera e propria organizzazione che sta agendo pressoché indisturbata, mentre cresce la paura che possano tornare, e anche presto. I cittadini lamentano scarsa protezione e vorrebbero una presenza aumentata delle forze dell’ordine, senza tralasciare critiche anche alle istituzioni. Allo scopo, proprio ieri c’è stato un incontro del sindaco con i Carabinieri della Compagnia di Termoli. Gli inquirenti hanno smentito l’uso di sostanze soporifere per addormentare i proprietari delle case, e sembra che siano ormai sulle tracce dei malviventi R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 15 luglio 2006

Sullo stesso tema:
Tutti gli articoli sulla banda di Morfeo


 

E' stata abbandonata vicino al centro abitato

Trovata tra i girasoli l'Y 10 dei ladri

 

MONTENERO DI BISACCIA. Una Y 10 rubata è stata ritrovata ieri mattina in contrada Canniviere, mimetizzata in un campo di girasoli, a pochi passi dalla strada e vicino al centro abitato.
Si ipotizza che sia la stessa usata dalla banda di Morfeo. I ladri, infatti, hanno rubato in diverse abitazioni nella notte fra lunedì e martedì. La modalità è quella ormai nota: entrano in casa mentre i padroni dormono ed in silenzio portano via denaro, preziosi e quanto trovano a portata di mano.

Ma, come altre volte, è stata rubata anche un’auto di grossa cilindrata, con la quale sarebbero fuggiti subito dopo essersi disfatti della vecchia Y 10 targata Treviso. Per il momento sono solo ipotesi al vaglio degli inquirenti.
Sul luogo del ritrovamento sono intervenuti i Carabinieri della locale stazione, i quali hanno accompagnato i colleghi della scientifica, giunti da Termoli per i rilievi del caso. Dagli esami potrebbero emergere importanti elementi per venire a capo della banda che sta spaventando vasta parte del Basso Molise. Solo a Montenero si è fatta viva tre volte da marzo. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 13 luglio 2006

Sullo stesso tema:
Tutti gli articoli sulla banda di Morfeo


 

Brucia la Panda del padre del sindaco

Auto a fuoco
Anziano in pericolo

MONTENERO DI BISACCIA. Momenti di panico ieri mattina in via Valentina, dove ha preso fuoco una Fiat Panda intorno alle 9.00. L’auto, appartenente al padre del sindaco, era stata spinta a mano fuori del garage perché non si avviava. E potrebbe essere stata proprio un’avaria al motorino d’avviamento che ha fatto scoccare la scintilla.

Una volta fuori, infatti, di colpo sono divampate le fiamme dal vano motore ed una densa nube di fumo nero ha invaso il quartiere.
In pochi minuti è stata divorata la parte anteriore della vettura, ma è stato provvidenziale l’intervento di diversi vicini, che hanno aiutato l’anziano a spegnere l’incendio. Sono stati usati anche gli estintori delle vicine scuole Medie, maneggiati con coraggio da un bidello. Mentre l’ex allenatore del Montenero Gianni Borrelli ed un altro volenteroso irroravano di acqua il cofano con un tubo, steso dallo stesso garage del proprietario.
Nel giro di mezz’ora le fiamme sono state domate, scongiurando conseguenze peggiori qualora il fuoco fosse arrivato al serbatoio di carburante. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 13 luglio 2006


Alcuni momenti dello spegnimento


 

I soliti ignoti hanno rubato denaro e oggetti di valore

La banda di Morfeo colpisce ancora dopo 7 giorni
 

 


via don Sturzo, bersaglio l'altra
notte della banda di Morfeo

 

Sullo stesso tema:
Tutti gli articoli sulla banda di Morfeo

MONTENERO DI BISACCIA. Che sarebbero tornati forse era nell’aria, vista la frequenza di certe “visite”. Che lo avrebbero rifatto dopo solo una settimana, per giunta esatta, ha dell’incredibile. Eppure è vero. La banda di Morfeo ha colpito ancora, è avvenuto l’altra notte in alcune abitazioni, a soli sette giorni dall’ultimo episodio. Come sempre sono entrati mentre i proprietari dormivano, hanno rubato denaro e oggetti di valore, e sono scappati senza che nessuno se ne sia accorto. Stavolta è toccato al quartiere vicino i campi da tennis. La zona è quasi periferica ed ha quindi veloci vie di fuga, trovandosi sulla principale strada di accesso al paese.
La banda di Morfeo agisce sempre così, a Montenero (per la terza volta da marzo) come in altri centri del Basso Molise, facendo del sonno altrui l’arma che finora si è dimostrata infallibile.
A Montenero è allarme, che cresce man mano che gli episodi si ripetono con stupefacente, a tratti strafottente, periodicità. I controlli delle forze dell’ordine sono aumentati ed il territorio è pattugliato durante le ore notturne. Ma solo un colpo di fortuna potrebbe mettere gli inquirenti sulla pista giusta: individuarli mentre sono in azione. E’ quello che sperano tutti. Chiunque può essere il prossimo bersaglio. R.d’A.

 

Ladri e "guardoni" canzonano le mogli osè

Oltre che astuti e silenziosi, sarebbero anche ironici guardoni. Al punto da redarguire chi, mentre dorme, non presta la dovuta attenzione alla biancheria intima. Circola una strana voce dopo i furti, in vari centri del Basso Molise, dove i ladri si sono introdotti nelle case mentre i proprietari dormivano, ignari di quanto accadeva nella stanza accanto e, in certi casi, nella stessa camera da letto.
Il mattino successivo, oltre che l’abitazione svaligiata, in un caso sarebbe stato ritrovato un biglietto. “La notte fai indossare a tua moglie la biancheria intima”, oppure una frase più esplicita come “Falle rimettere le mutande”, ma comunque nei limiti del contegno linguistico. Senza parolacce, insomma, come ci si aspetta da ladri per i quali la discrezione – finora non hanno fatto svegliare nessuno una volta entrati - è il biglietto da visita.
Oltre che derubati, in sostanza, degnati di una singolare espressione di voyeurismo durante il sonno. Sarà vero? La voce circola, ogni giorno più insistente e, come sempre accade, c’è chi ci aggiunge del suo. Così che diventa difficile sapere qual è la versione originale e, in special modo, da dove è partita. Perché se tutti sanno il fatto, nessuno sa dire a chi è accaduto. Ne consegue che il sospetto di leggenda metropolitana è dietro l’angolo. Solo i diretti interessati, cioè gli spiati nella propria intimità, avrebbero potuto parlare del biglietto ritrovato sul comò. La domanda nasce da sé: chi subisse un’attenzione del genere sarebbe così ingenuo, se si preferisce disinibito, da spiattellarlo al primo che incontra?
Ma a far pensare alla classica (ma inedita) leggenda urbana, è anche il fatto che non si sappia a chi è accaduto. Magari fra poco si comincerà a dire che è avvenuto in quell’altro paese. E, in quest’ultimo, sosterranno che è successo in quell’altro ancora. E via dicendo, alimentando la diceria, sulla falsariga del “mio cugino l’ha sentita da un amico del suo amico”. Più probabile che qualcuno l’abbia inventata di sana pianta. La singolarità della vicenda ha fatto il resto perché si diffondesse da sé.
Leggende a parte, i ladri arrivano davvero a pochi centimetri dai proprietari di casa immersi nel sonno. Questo, allo stato, rimane l’unico elemento certo. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 12 luglio 2006

 

 

Mafalda. Protestano i cittadini: "Tanto in bici non ci andremo mai".
Inizialmente il percorso era diverso

Pista ciclabile, abbattuti pini secolari

Scempio ai danni dell'ambiente per realizzare un marciapiede in via Emilia
 

di Rossano D’Antonio

MAFALDA. Chi è in pensione li ricorda altissimi da quando era bambino. Ma quella memoria d’infanzia e quel frusciare di fronde al vento che arriva dal mare o dalla montagna, sono finiti a colpi di motosega lunedì. Almeno sette pini secolari sono stati abbattuti in via Emilia, davanti all’edificio scolastico. Vanno aggiunti altri, più giovani ma comunque pluridecennali, tanto da rendere la salita chiamata in loco “lu Raselon” spoglia, nuda delle sue gigantesche conifere. Vi stanno costruendo la pista ciclabile, o meglio “il marciapiede” come dicono i passanti, forse presagendo che, su quei tre-quattrocento metri di percorso attrezzato, in bici non andrà nessuno.


i pini "parcheggiati" nel piazzale


il cantiere dei lavori in corso

Pare che stavolta sarà difficile per il sindaco Nicola Valentini trovare qualcuno che sostenga la sua causa. Anche tra i suoi fedelissimi, forse anche fra quanti la sera della vittoria elettorale, due anni fa, arrivarono a intonare “Bella ciao” per festeggiare i tredici voti di vantaggio. Chi invece uscì sconfitto, adesso spara a zero su qualcosa “che indignerà anche chi non è di Mafalda quando si verrà a sapere”. L’ex primo cittadino Egidio Riccioni, oggi a capo della minoranza, spiega che la pista ciclabile era stata individuata altrove dalla sua giunta. Nella zona più nuova del paese il percorso sarebbe stato più pianeggiante, ma soprattutto avrebbe evitato l’abbattimento dei pini.

Per questo la minoranza consiliare non è disposta a lasciare che tutto finisca nel dimenticatoio, promettendo azioni clamorose di protesta e di denuncia, coinvolgendo anche le associazioni ambientaliste.
Intanto i pini più grossi, quelli secolari, sostano in un vicino spiazzo, che un tempo era lo stadio comunale. Accasciati l’uno di fianco all’altro, con una piccola collina di foglie aghiformi che fa da contorno, aspettano di essere sminuzzati per diventare scoppiettante legna da ardere in chissà quali caminetti.

Il Quotidiano del Molise 6 luglio 2006


 

L'Arpa di Abruzzo e Molise lavorano insieme al caso

Moria di pesci nel Trigno
Trovato cloro nell'acqua

MONTENERO DI BISACCIA. Una sospetta moria di pesci, addirittura di uccelli, ed un pungente odore di cloro avvertibile dalla riva. E’ allarme sul tratto montenerese del fiume Trigno, precisamente ad alcune centinaia di metri dalla foce e poco più a valle del depuratore che serve la zona industriale di San Salvo, con relativa marina, e la Costa Verde.

La scoperta della presenza di cloro attivo è stata fatta nei giorni scorsi dall’Arpa Abruzzo, che ha immediatamente informato i colleghi molisani. Saranno infatti le analisi dell’Arpa Molise, i cui risultati dovrebbero essere pronti nel giro di qualche giorno, a chiarire ogni dubbio e l’origine delle sostanze inquinanti che potrebbero aver causato la morte dei pesci.
Intanto un’osservazione ravvicinata del fiume, inaccessibile per gran parte nel tratto
finale a causa della fitta vegetazione, fa porre qualche domanda. I pesci morti sono

stati trovati sotto il ponte dell’Autostrada A14 ed è sempre lì che si avverte l’odore di cloro. Inoltre, a pochi metri dalla riva, il fiume assume una colorazione amaranto in prossimità di un rigoglio delle acque, generato dalla confluenza di un canaletto che arriva dalla direzione del depuratore. Cos’è quella strana colorazione che, solo duecento metri più sotto, vicino alla foce, appare man mano più diluita? E’ in correlazione con la morte dei pesci? E ancora, cos’è la schiuma color bruno che si accumula in diversi punti del fiume? R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 6 luglio 2006


Il ribollimento color amaranto nel fiume


Una delle formazioni di schiuma


 

Gioielli e soldi il bottino. Rubata anche l'auto di grossa cilindrata del politico Teresio Di Pietro

Furti, torna la banda di Morfeo

I ladri di nuovo in azione nelle abitazioni mentre i proprietari dormivano
 

di Rossano D’Antonio

MONTENERO DI BISACCIA. La banda di Morfeo è tornata a colpire il centro bassomolisano. A soli tre mesi dall’ultima “visita”, l'altra notte i misteriosi ladri sono entrati in altri appartamenti. Ancora una volta in piena notte e mentre i proprietari dormivano all’interno, accorgendosi del furto solo la mattina successiva.
Sono almeno due i casi finora resi noti, ambedue nella zona alta di viale Europa. Si tratta di un quartiere densamente abitato, a trecento metri dal centro, e anche trafficato, essendo la via la più usata per uscire dal paese.


la zona dove sono avvenuti i furti

Il bottino ammonta a gioielli, denaro e – anche qui secondo copione – un’auto di grossa cilindrata, appartenente al segretario regionale dell'Udc Teresio Di Pietro. Tutto mentre i proprietari, immersi nel sonno, erano a pochi centimetri, poiché i ladri sono entrati addirittura in camera da letto. La scoperta è infatti avvenuta solo il mattino dopo, quando sono stati trovati pantaloni e portafogli sul balcone, rovesciati e svuotati con cura.
Il modus operandi è lo stesso osservato non solo a Montenero nel marzo scorso, ma anche in altri centri, fra i quali spicca Mafalda solo due settimane fa. In pratica i silenziosi furfanti si introducono in casa facendo un buco alla finestra, in prossimità della maniglia, probabilmente con un trapano a batteria. Attraverso il foro, con qualche sistema, riescono ad aprire l’infisso ed entrano in casa.
Ciò che resta un mistero, più fitto man mano che gli episodi si ripetono, è come riescano ad agire senza essere sentiti dai proprietari. Usano sostanze narcotizzanti o confidano sul sonno profondo dei malcapitati? Questo è il dilemma. Finora prove concrete sull’uso di agenti soporiferi non sono venute alla luce, mentre è accertato che, in qualche caso, il risveglio dei padroni di casa ha immediatamente allontanato i ladri proprio prima dell’intrusione.
Ripetitività e apparente facilità di questo tipo di furto, cominciano a preoccupare seriamente i cittadini. “Non si può essere sicuri nemmeno quando si è in casa!” e “Che succede se mi sveglio mentre sono nella mia camera da letto?”. Queste le frasi che si ascoltano maggiormente. Stupisce, infine, che a parte l’auto di turno, il bottino sia tutto sommato esiguo, specie se rapportato all’audacia messa in atto dai malviventi.

Il Quotidiano del Molise 5 luglio 2006

Sullo stesso tema:
Tutti gli articoli sulla banda di Morfeo


 

Gli stormi che "abitavano" sul tetto della chiesa si sono spostati sui cornicioni del paese

I piccioni invadono il centro, è guerra

I residenti allarmati e infastiditi cercano sistemi per allontanare i volatili
 


alcuni nuovi "inquilini" di un tetto di Montenero

MONTENERO DI BISACCIA. Un tempo era la classica immagine da cartolina di Venezia. Ma già quando Povia cantandone ha vinto il festival di Sanremo, a Montenero era diventato un dramma. Il paese è invaso dai piccioni.
Volano dappertutto, sostano su tutti i cornicioni e, com’è noto da tempo altrove, apportano fastidiose conseguenze: sporcano, nidificano ovunque e sono potenziali portatori di malattie anche per l’uomo. Ma perché adesso ci sono centinaia e centinaia di piccioni e solo cinque anni fa no? Domanda difficile. Più di qualcuno, però, osserva che prima i volatili sostavano sempre sul tetto della chiesa, tant’è che erano chiamati “campanari”, adesso non più. Sono stati installati dei repellenti sul tetto dell’edificio di culto? Don Claudio, alla domanda, risponde di no e lui stesso non sa dare una spiegazione al fenomeno.

Oppure a cambiarne le abitudini potrebbero essere stati i cantieri, che negli ultimi anni hanno interessato varie parti esterne della chiesa madre. Fatto è che adesso i piccioni sono sparpagliati su tutti i cornicioni del paese, a caccia di cibo o di acqua dai sottovasi delle piante sui balconi.
I monteneresi cominciano a rassegnarsi di dover correre ai ripari, e le metodologie sono quelle usate nei centri storici delle città. Dissuasori acustici, chimici e soprattutto meccanici (fili d’acciaio o speciali piastre con aculei), per allontanarli e, in pratica, far sì che “il guaio” vada altrove, magari da chi non ha ancora comprato i dissuasori. Non volendo spendere molto, c’è chi conficca chiodi su tavolette lasciate sui cornicioni con le punte rivolte verso l’alto, in modo che non sia possibile posarvisi.
Ci sarebbe infine anche un metodo naturale: l’uso dei rapaci. Le varie scuole di falconeria propongono servizi del genere, liberando falchi addestrati che spaventano i piccioni e, nei casi fortunati, ne afferrano uno in volo per divorarlo. L’operazione, a detta degli esperti, andrebbe protratta per giorni, altrimenti i piccioni tornano subito sul “loro” tetto, e comunque integrata con altri sistemi dissuasivi. Ipotesi inverosimile, quella di battaglie aeree fra le due specie di uccelli, mentre è certo che i colombi – agili e beffardi – rimarranno un elemento mobile dell’architettura cittadina. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 4 luglio 2006


 

Domani la rappresentazione di "Sipario Bisaccia"

"Na taccarat a li dind" in scena in piazza
 

MONTENERO DI BISACCIA. Domani la compagnia sperimentale di teatro dialettale “Sipario Bisaccia” ripropone lo spettacolo dal titolo “Na taccarat a li dind”. Letteralmente “una botta ai denti”, ossia una fregatura, la trama nei due atti parla dell’amore fra due giovani di ceto sociale differente. Dopo una serie di gag dialettali, recitate da attori non professionisti e tutti del posto, arriva il finale, in cui la ragazza mette a dura prova i buoni sentimenti del pretendente e… Per sapere come va a finire sarà il caso di non mancare alle 21 in piazza della Libertà.
La sceneggiatura, originale e opera della stessa neonata compagnia montenerese, ha già superato con successo il battesimo del pubblico a maggio, quando è stata proposta nel teatrino delle scuole Elementari.
L’intento è di farvi assistere un numero di persone maggiore potendo contare su un ambiente più grande come la piazza.


Una scena della rappresentazione di maggio


Il Quotidiano del Molise 1 luglio 2006

Temi correlati:
Il reportage della prima rappresentazione (14/05/2006)


Indice generale news