In questa pagina sono pubblicati alcuni degli articoli scritti da Rossano D'Antonio
per la testata giornalistica Il Quotidiano del Molise

ARTICOLI DI GIUGNO 2006

Indice generale news

I proprietari, stanchi della situazione, hanno sporto denuncia a carabinieri e vigili urbani

Vernicia auto "a sfregio", caccia aperta

In via Leopardi si ripetono gli atti di vandalismo contro le vetture parcheggiate
 

MONTENERO DI BISACCIA. Da qualche tempo il quartiere di via Leopardi è quello in cui il parcheggio costa di più. Si va dai cinquecento ai mille euro anche per una sola notte: questa la cifra chiesta il mattino successivo dal carrozziere, a seconda della superficie da riverniciare.
Se si applica dello sverniciatore, specie se a base di diclorometano, il risultato è garantito: la vernice si alza, formando chiazze qua e là. Ed è quanto accaduto ad almeno cinque auto. A darne notizia sono gli stessi malcapitati proprietari, stufi di un atto di vandalismo gratuito quanto dannoso e che hanno presentato denuncia contro ignoti ai Carabinieri ed ai Vigili urbani.


Una veduta della zona

In realtà è una storia cominciata già a marzo. Allora “l’untore” usava un altro prodotto, chi dice fissativo murale chi solvente tipo acquaragia. La vernice, infatti, non si staccava, ma era leggermente corroso lo strato superficiale di smalto (trasparente nel caso di tinte metallizzate). Alzare il tiro, e l’aggressività dell’agente chimico usato, è stato il passo naturale. Da allora le macchine parcheggiate in via Leopardi e dintorni non la scampano, colpite (una per volta) con lo sverniciatore. L’untore pare che agisca soprattutto di notte e contro i residenti, ma alle sue pennellate al diclorometano non è sfuggita l’auto di un ragazzo che era andato da un amico.

Chi vi abita non ne può più, ma l’identità del misterioso pennellatore rimane sconosciuta. Così come il movente: se atto di vandalismo puro o altro. Intanto nelle viuzze del quartiere, pur senza parchimetro e strisce blu, la sosta può costare caro. Anche 3000 volte più della normale tariffa pagata a Montenero dove i parcheggi sono davvero a pagamento. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 29 giugno 2006

 

 


I danni dello sverniciatore su un'auto


 

In azione l'elicottero del 115 di Pescara

Fiamme alla foce del Trigno
In fumo 10 ettari di vegetazione

MARINA DI MONTENERO. Meglio di così per i Vigili del fuoco non poteva andare: la fonte di approvvigionamento idrico a dieci metri dalle fiamme. E così in meno di due ore hanno domato l’incendio che poteva avere conseguenze ancora più gravi.
Ieri, nel primo pomeriggio, il centralino del 115 è stato tempestato di chiamate. I bagnanti delle spiagge circostanti avevano notato tutti la colonna di fumo, che si alzava dalla foce del fiume Trigno, in contrada Marinelle. La riva destra era letteralmente in fiamme, creando uno spettacolo sinistro con una lunga scia grigiastra che da lontano sembrava alzarsi dal mare.


L'elicottero dei Vigili del fuoco in azione alla foce del Trigno

I Vigili del fuoco sono arrivati subito sul posto ma, a causa del terreno impervio, è stato necessario l’intervento di un elicottero. Tuttavia la vicinanza del fiume ha facilitato lo spegnimento. L’elicottero, in pratica, riempiva il cestello dal Trigno e dopo una breve virata scaricava l’acqua pochi metri più in là, sulla vegetazione in fiamme. Sono stati necessari decine e decine di viaggi; perciò si deduce che i danni sarebbero stati ancora maggiori qualora non ci fosse stato il fiume così vicino. Nel giro di un’ora e mezza le fiamme sono state completamente domate, lasciando vedere oltre dieci ettari di vegetazione tipica distrutta. A risentirne saranno soprattutto gli uccelli, l’Airone cinerino in primis, che frequentano la zona.
Intanto rimane il difficile, se non impossibile, compito di capire la causa dell’incendio: dolosa o accidentale? E chi è che si è avventurato in un’area così difficile da raggiungere e da attraversare? R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 26 giugno 2006

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Il reportage completo dell'incendio alla foce del Trigno

 


 

La soluzione ai disagi nell'incontro di giovedì in municipio

Tasse irrigue, partono i ricorsi

L'amministrazione avvierà un servizio di assistenza per i proprietari dei terreni
 


Un momento dell'incontro

MONTENERO DI BISACCIA. Tasse sull’acqua che nei campi non arriva: la protesta non si placa e le vie legali sono dietro l’angolo. O meglio in una stanza del Comune, che ha allestito un ufficio per presentare i ricorsi contro ciò che è stato definito “un sopruso”.
Se ne è parlato giovedì sera nella sala polivalente, alla presenza di diversi membri dell’amministrazione comunale, delle associazioni di categoria e di una nutrita schiera di agricoltori.
Il sindaco Giuseppe D’Ascenzo e il consigliere Michele Borgia hanno ripercorso la vicenda. Circa 2500 ettari di terreno sono tassati quali “irrigui” ma, di fatto, l’acqua non vi arriva nonostante l’impianto sia pronto ormai da quattro anni. C’è infatti da completare la diga di Chiauci, unica soluzione per uscire dall’impasse e far sì che non si debba fare ancora affidamento sulle magre risorse del Trigno. A ciò si

aggiunge che l’acqua del fiume è gestita ancora dal Consorzio di bonifica di Vasto, il quale la farebbe arrivare col contagocce sui terreni molisani, stranamente ancora gestiti dall’ente abruzzese. Da qui le accuse indirizzate al governo regionale, reo di non aver mai preso di petto – nonostante ripetute promesse negli anni – la questione, al fine di arrivare ad un accordo equo con l’Abruzzo.
Il consigliere regionale Domenico Porfido ha dato la sua disponibilità affinché si arrivi in breve ad una delibera che annulli la tassa ingiusta. Ma, secondo l’esponente Idv Antonino D’Antonio, l’atto poteva essere redatto già da un pezzo in Consiglio regionale. Il caso, difatti, è stato sollevato alcuni mesi fa.
Così di concerto con le associazioni entrerà in funzione nei prossimi giorni un ufficio ad hoc, che assisterà gli agricoltori nella presentazione dei ricorsi, onde non pagare una tassa per un servizio che non c’è. Le vie legali sono state invece sconsigliate dal presidente della Provincia Nicola D’Ascanio, che preferirebbe il dialogo anche serrato con la Regione. Il sindaco D’Ascenzo, in chiusura, ha rimarcato di preferire i ricorsi, poiché è con la legge che si risponde ad una violazione della stessa. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 24 giugno 2006

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Due corse al giorno il servizio offerto. Vantaggi per i bagnanti e gli universitari

A Campobasso in treno, ora si può

La tratta ferroviaria che passa per Campobasso è stata prolungata fino a Montenero
 

MONTENERO DI BISACCIA. Alla fine del 2004 la prima idea; da poco è diventata realtà. La linea ferroviaria Campobasso-Termoli è stata prolungata fino alla stazione di Montenero-Petacciato.
Mauro Natalini, vice sindaco e consigliere provinciale, ebbe l’idea iniziale ed avviò il dialogo con l’assessorato regionale ai Trasporti. A cose fatte l’esponente Prc ne parla con soddisfazione: “D’estate è un servizio utile a chi vuole andare al mare dai paesi dell’interno, d’inverno lo è per chi dalla costa deve raggiungere università, uffici ecc.”.
Le corse sono due al giorno. Una parte alle 6.02 e l’altra alle 12.45 da Campobasso, si arriva alla stazione di Montenero-Petacciato in poco meno di due ore e, per tornare indietro, gli orari di partenza sono 13.11 e 17.08.


Mauro Natalini

Il vantaggio del treno sta, secondo Natalini, nel maggiore numero di fermate e di paesi attraversati (da sette a nove). “Senza trascurare – precisa – che il treno si ferma a poche centinaia di metri dalla spiaggia di Petacciato marina, più vicino di chi in loco possiede una casa”. In parole povere si può salire da uno qualsiasi dei paesi attraversati, viaggiare con la comodità che solo il treno sa garantire (magari leggere un giornale) e arrivare direttamente dove ci sono ancora tratti di spiaggia libera.
“Ne ho parlato anche con il sindaco di Petacciato Angelo Greco – conclude Natalini – e l’ho trovato entusiasta dell’idea, tanto che vuole pubblicare del materiale informativo per portarne a conoscenza i cittadini”. L’importante, infatti, è che la corsa abbia passeggeri, diversamente prima o poi sarebbe soppressa. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 23 giugno 2006


 

Arriva già pieno
I pendolari bloccano il bus


MONTENERO DI BISACCIA. Di farsi settanta chilometri in piedi sull’autobus erano ormai stufi, così lo hanno bloccato. Storia di cronaca più o meno ordinaria per gli operai molisani di Sevel, Honda e altre fabbriche della Val di Sangro. Ieri mattina hanno trovato già pieno il mezzo proveniente da Palata.
Quando a Montenero si sono accorti di essere in quindici a dover fare la lunga tratta in piedi, non hanno esitato ad organizzare la protesta.


gli operai durante la protesta

Hanno impedito all’autobus di ripartire, facendolo rimanere in mezzo alla strada fino alle 8.45. Il mezzo, pertanto, è arrivato a destinazione con oltre quattro ore di ritardo, non facendo arrivare il cambio agli operai del turno di notte. Risultato: mezza giornata di lavoro extra perché manca una corsa da tempo richiesta.
Gli operai monteneresi hanno più volte segnalato all’azienda di trasporto (Larivera spa) che occorre un altro pulmann. Ci sono state nuove assunzioni, sono aumentati i lavoratori molisani e non basta più una sola corsa. “Ogni giorno qualcuno rimane in piedi – dicono – e 70 chilometri mica sono pochi dopo una giornata di lavoro”. Ieri, per una serie di circostanze dovute alle turnazioni delle varie fabbriche, si è raggiunto il limite.
L’alternativa sarebbe andare al lavoro con la propria auto, a patto di essere disposti a spendere quindici euro al giorno. Con l’abbonamento all’autobus, invece, la stessa cifra basta per un’intera settimana. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 21 giugno 2006


 

Il presidente Laviola: "Saremo il servizio d'ordine estivo"

Protezione civile in arrivo

Oltre 40 gli iscritti all'associazione che apre i battenti il 29 giugno
 

MONTENERO DI BISACCIA. La Protezione civile è realtà. Gli iscritti hanno già superato le quaranta unità e si preparano all’evento del 29 giugno, quando vi sarà la cerimonia inaugurale dell’associazione di volontariato.
E’ un’idea nata tempo fa, ma che solo da alcuni mesi, con la collaborazione di volontari e amministrazione comunale, è arrivata alle battute finali. Ne parla Angiolino Laviola, nominato presidente della Protezione civile “Montenero di Bisaccia” e con otto anni di esperienza sul campo in altre realtà, come Isernia e San Salvo.
Si aspettava una risposta del genere dai monteneresi?
“La risposta è stata positiva, anche se la gente ha voluto informarsi, facendo molte domande prima di iscriversi. Nella realtà locale, d’altronde, la cultura del volontariato sta emergendo adesso. La voglia di fare però è tanta e le adesioni proseguono regolarmente”.


Angiolino Laviola

Ci parli dell’esordio, alla festa di san Paolo il 29 giugno.
“Il programma prevede la benedizione alle 18.00 presso la chiesa di san Paolo, a seguire accompagneremo la processione e già dalla sera inizieremo con l’attività di supporto alla festa. Ci sarà anche un gazebo dove gli interessati potranno iscriversi o chiedere informazioni”.
In quali attività sarete da subito operativi?
“Nel campo sociale, cominciando dall’aiuto alle altre associazioni, come l’Unitalsi, mentre la prima prova sarà l’Estate montenerese, nella quale gestiremo il servizio d’ordine. Pian piano, in seguito, saremo pronti a tutto ciò che ci verrà proposto”.
Sono previsti corsi di formazione per i volontari della Protezione civile?
“Sì, tutti i volontari dovranno essere formati a seconda del campo in cui opereranno, e già da questa estate partirà il corso per il primo soccorso”.
Al termine dell’intervista Angiolino Laviola conferma che l’impegno degli iscritti varia secondo la disponibilità e le attitudini individuali. Da un’ora al mese fino a presenze più frequenti: ciò che conta è essere in tanti. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 20 giugno 2006


 

Dormivano tutti quando sono entrati i ladri, al mattino non ricordavano nulla. Rubata anche un'auto

Banda del narcotico, ancora in azione

A Mafalda  durante la notte tra giovedì e venerdì sono state svaligiate 3 abitazioni

MAFALDA. Qualcuno entra in casa, fa il suo comodo e chi dorme non si accorge di nulla fino al mattino successivo. La banda di Morfeo colpisce ancora e stavolta è toccato a tre case nei quartieri più nuovi del paese, nelle vicinanze dello stadio. Il bottino ammonta a qualche migliaio di euro, cui vanno aggiunti cellulari ed un’auto di media cilindrata.
Secondo una procedura ormai celebre, gli sconosciuti hanno forzato le finestre e sono entrati nelle case mentre i proprietari dormivano. Una volta dentro hanno rovistato dappertutto, anche tra gli indumenti e le borse, portando via tutto il contante trovato ed anche i telefonini. Ad un commerciante è sparito l’intero incasso della giornata, mentre prima di lasciare Mafalda i ladri hanno rubato anche una Volkswagen Golf ultimo modello.

Tutto identico a quanto accaduto in altri centri negli ultimi tempi. Ma la domanda che resta è com’è possibile trovarsi estranei in casa e non accorgersi di niente. Si pensa in questi casi a gas soporiferi, presumibilmente diffusi negli appartamenti prima dell’intrusione. Una delle vittime ha riferito di essersi svegliata con mal di testa e senso di nausea, quanto basta per sospettare di essere stata narcotizzata. Ipotesi da verificare, mentre quel che si sa con certezza è che i topi di appartamento, per agire, non aspettano più che i proprietari vadano in vacanza. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 17 giugno 2006

Sullo stesso tema: Ladri astuti e silenziosi svaligiano 5 abitazioni


panoramica di Mafalda


 

Il nuovo intervento è stato approvato dalla Regione, ma rimane il problema dei Sic

Costa libera dagli scheletri di cemento

Sono stati abbattuti i ruderi sul litorale per fare posto alle opere dello scalo
 

di Rossano D’Antonio
MARINA DI MONTENERO. Là dove c’erano scheletri di cemento, ora c’è uno spiazzo dirimpetto al mare. Fra non molto, vi saranno strutture alberghiere per i turisti. Dopo il 1997, è la prima volta che si abbatte qualche vecchio rudere alla marina di Montenero.
Alcuni giorni fa è toccato ai pilastri di quello che un tempo avrebbe dovuto essere un albergo, o giù di lì. Ma dagli anni Settanta fino ad oggi non era cambiato nulla, se non l’ossidazione che aveva ridotto in poltiglia rugginosa quella che era inizialmente l’armatura del cemento. E così chi frequentava i camping circostanti, ma anche chi passava sulla Statale 16, vedeva i ruderi. Erano un po’ l’emblema di un enigma antico: perché non si è sviluppata la costa montenerese?
La risposta, ormai è certo, sta nella mancanza di volontà politica a livello regionale; dal 1970 ad oggi. Sigle come Piani attuativi e paesistici, e di recente Sic, hanno rappresentato il “braccio” burocratico, attraverso il quale giustificare normative nazionali che, di fatto, lo sviluppo l’hanno fermato solo a Montenero. A chi arriva dal Nord, è evidente perché si passa davanti a San Salvo marina. Impossibile non notare come di colpo si fermi, o quasi, il turismo marittimo al confine con il Molise.
Dove nei giorni scorsi sono stati abbattuti i pilastri sorgeranno villaggi turistici, piscine ecc. Le cosiddette opere a terra del porto turistico che hanno avuto da poco il via libera, non facilmente, dalla Regione Molise. Il problema irrisolto si chiama sempre Siti di importanza comunitaria (Sic). Ne è stato disegnato uno, negli anni Novanta, che comprende tutta la costa montenerese, anche i camping e gli alberghi già esistenti. Per questo ridefinire le aree era il passaggio successivo, mai fatto in Regione.

In alto un'immagine prima dell'abbattimento. Sotto l'area libera dai ruderi di cemento.
(foto Camping Sabbia d'Oro)

Ma soprattutto si aspetta che anche Palazzo Moffa si decida a regolamentare i Sic come hanno fatto ormai quasi tutte le altre Regioni. Le opere del porto sono passate facendo lo slalom in mezzo ad intoppi burocratici, perché non ci sono ancora normative che per legge spettano alla Regione Molise. C’è in ballo una grossa opera, nell’ordine di svariati ettari di terreno, ed è stato difficile. Se domani presentasse un progetto un piccolo imprenditore, avrebbe la stessa fortuna?

Il Quotidiano del Molise 13 giugno 2006

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Porto turistico
Via libera al
progetto definitivo

Intanto anche le opere marittime del porto turistico hanno ricevuto l’ok definitivo. Giovedì scorso si è tenuta la Conferenza di servizi finale a Campobasso, dopo la quale non vi sono più ostacoli alla realizzazione della struttura.
Il complesso avrà una superficie di 90000 metri quadri ed ospiterà circa 400 posti barca, da 7,5 a 15 metri di lunghezza. Considerato inizio di un vero sviluppo della marina di Montenero, di recente erano sorti intoppi a carattere burocratico mai spiegati fino in fondo.


 

Montenero, banchetto in piazza
Rifondazione dice no al referendum costituzionale
 

MONTENERO DI BISACCIA. Un no secco, deciso quello di Rifondazione comunista. La riforma della Costituzione non s’ha da fare e per questo la sezione locale del partito bertinottiano domenica ha distribuito dei volantini. L’occasione per approfondire l’argomento con il segretario regionale di Rifondazione Mauro Natalini, in vista del referendum del 25 e 26 maggio.
“La Costituzione è una delle poche cose fatte bene in Italia – le parole dell’esponente Prc -, in un momento storico dai padri della Repubblica. Questa riforma è stata predisposta solo da quattro-cinque esponenti di destra per tenere buono lo scalpitante Bossi e accontentare le sue richieste di federalismo. Con essa, però, verrebbero meno diritti universali, creando differenze enormi fra regione e regione, soprattutto nella sanità e nella scuola. C’è poi la questione dei poteri enormi in mano ad una sola persona, il presidente del Consiglio”.


Da sin. Mauro Natalini (segretario regionale Prc), Lorenzo Di Stefano (Circolo Impastato), Marco Sacchetti (segretario sezione locale Prc)

Ma allora la Costituzione non è modificabile, nemmeno se sono passati sessant’anni e qualcosa non è più come ai tempi della sua stesura?
“Si possono rivedere alcuni punti – la risposta di Natalini – ma chiediamo che venga bocciata questa proposta e che si avvii un confronto con tutte le parti politiche. Oggi sembra che anche il centrodestra si stia convincendo di questa necessità”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 12 giugno 2006


 

Ingiusta tassa sull'acqua
Vicini alla soluzione
 

MONTENERO DI BISACCIA. “Meglio tardi che mai, l’importante è che alle parole seguano i fatti”. Il consigliere comunale Michele Borgia rivendica la paternità sulla protesta, avviata oltre tre mesi fa, relativa al pagamento della tassa sull’irrigazione senza fornitura del servizio. Circa 2500 ettari, questo il territorio per il quale

l’importo è maggiorato anche se dalle condotte non esce l’acqua, perché le risorse sono ancora insufficienti aspettando la diga di Chiauci. Nei giorni scorsi anche il consigliere regionale Domenico Porfido è intervenuto sul tema con un’interrogazione in Regione.
Ma è Borgia a chiarire che “sono già in atto misure, da parte dell’amministrazione, per rappresentare legalmente gli agricoltori. Il costituito Comitato di difesa (amministrazione, cittadini e associazioni di categoria) è ormai deciso a ricorrere al Tar, alla Commissione tributaria ed all’Autotutela, onde risolvere questa incresciosa situazione. Non sorprende, pertanto, che di fronte a tanta decisione intervengano infine anche le istituzioni regionali”. Borgia, infatti, anticipa che per martedì prossimo il Comitato è stato invitato in Consiglio regionale, dove si spera che il problema si avvii ad una soluzione. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 11 giugno 2006

Michele Borgia

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L'unico nodo da sciogliere restano i fondi per il finanziamento

Centro culturale contro i disagi

L'assessore Di Pinto: la struttura sorgerà nel mercato coperto

L'assessore
Giuseppe Di Pinto

MONTENERO DI BISACCIA. L’idea di un centro culturale va avanti. L’assessore alle Politiche giovanili Giuseppe Di Pinto, durante un incontro, ha esposto il progetto ad un gruppo di giovanissimi. Come già anticipato da alcuni mesi, il locale scelto è il secondo piano del mercato coperto. Situato in centro cittadino, all’interno dello stabile la piantina prevede sala per collegamenti ad internet, camera insonorizzata per musicisti, sala polivalente per convegni (con schermo gigante) e biblioteca comunale. Quest’ultima, pertanto, lascerà gli ormai vecchi locali di via Massangioli.
Fatto il progetto, ha spiegato Di Pinto, restano però altri nodi da sciogliere. A parte le verifiche statiche sulla struttura, bisognerà trovare i finanziamenti per coprire i circa 150.000 euro necessari. Dalla Regione sarebbero arrivate rassicurazioni in tal senso. A sostenere circa metà del costo dovrebbe essere l’ente di Palazzo Moffa, mentre per la restante parte dovrà rimboccarsi le maniche il Comune di Montenero. Di Pinto, pur ammettendo che non vi è ancora nessun atto ufficiale, si è detto fiducioso che da Regione e Provincia arriveranno i fondi. Ne va, secondo una tesi l’anno scorso di drammatica attualità, del cosiddetto disagio giovanile. Il paese sembra essersi buttato alle spalle le sigle delle diverse operazioni di polizia, che solo pochi mesi fa hanno portato agli ultimi arresti per spaccio di droga. Nessuno crede, però, che il problema delle dipendenze sia risolto. Da qui l’utilità di un centro culturale, che dia ai giovani (e non solo) prospettive di svago e impegno sociale.
Durante l’incontro è stato abbozzato anche il programma per l’Estate montenerese, che inizierà fra qualche settimana. Accanto a serate musicali di vario genere, con esibizione anche di complessi locali, non mancherà un cabarettista di Zelig. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 7 giugno 2006


 

Il tratto è percorso ogni giorno da mezzi pesanti diretti alle industrie della zona Pip

Un ponte ridotto a groviera

La "passerella" lungo la provinciale 163 è piena di buche e ancora non viene asfaltata
 

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Ma quando l’asfalteranno? Si chiedono questo gli automobilisti che ogni giorno attraversano il ponticello sulla Provinciale 163, che collega Montenero alla sua zona artigianale, a Mafalda ed a Tavenna. Circa cento metri di strada ancora sterrata, da percorrere a passo d’uomo, zig-zagando qua e là; e alla fine prendendola sempre qualche botta, con buona pace dei cerchioni.
La primavera sta man mano facendo spazio all’estate, scuse per il bitume che non asciuga non ce ne sono più. Ma di finire i lavori non se ne parla. Quel ponticello è ancora pieno di buche, a malapena tappate con ghiaia quando i semiassi rotti delle automobili diventano troppi. Quando finiranno i lavori?

Se lo chiedono in tanti. Nella zona Pip di Montenero vi sono industrie con centinaia di occupati, imprese artigiane ecc., il che significa anche transito di mezzi pesanti.
I lavori di consolidamento del ponte sulla Sp 163 iniziarono l’anno scorso. Secondo fonti provinciali, a generare i primi ritardi furono le travi metalliche, fatte su commissione e per le quali la ditta fornitrice avrebbe richiesto più tempo del previsto. A dicembre la “Passerella” (così chiamata in zona) fu aperta in anticipo. Le notevoli piogge avevano ingrossato il torrente sottostante, che travolgeva la bretella provvisoria fino ad allora usata per il passaggio dei mezzi. Per la fine dei lavori, essendo periodo invernale, bisognava aspettare. Ma fortunatamente il ponte, seppur incompleto, permetteva il transito.
Da allora il tratto sterrato è sempre stato pieno di buche, profonde anche trenta centimetri, solo di tanto in tanto riparate. Intanto maggio è andato via e la Provincia di Campobasso ancora non asfalta quei cento metri di strada.

Il Quotidiano del Molise 2 giugno 2006


 

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