In questa pagina sono pubblicati alcuni degli articoli scritti da Rossano D'Antonio
per la testata giornalistica Il Quotidiano del Molise

Indice generale news

ARTICOLI DI GENNAIO 2006
 

Protezione civile: prende il via il progetto Montenero sicura

 

MONTENERO DI BISACCIA. Il primo passo è fatto: anche il centro bassomolisano avrà un gruppo di Protezione civile. Oltre ottanta persone, di tutte le età, hanno già aderito al progetto illustrato nella sala polivalente domenica. Un incontro voluto dall’amministrazione comunale e da numerosi volontari, da tempo interessati all’iniziativa.
Il vice presidente della Provincia Giuseppe Chiappini ne ha spiegato l’importanza. Dopo le drammatiche esperienze vissute in Molise, terremoto e alluvione, secondo Chiappini “non si può più tergiversare nell’ottenere anche a Montenero la Protezione civile”.

L’appoggio istituzionale sarà garantito anche dal Comune, per il quale ha parlato Giuseppe Di Pinto. L’assessore alle Politiche sociali ha annunciato che la sede c’è già e, previa sistemazione, il terminal bus di viale Europa sarà pronto ad ospitare la Protezione civile nel giro di poco tempo. Su un altro aspetto, invece, Di Pinto ha più volte posto l’accento: la non politicizzazione del progetto, perché “il volontariato è un qualcosa senza barriere”.
In altre parole le istituzioni daranno il proprio sostegno, ma la gestione sarà affidata interamente a personale volontario. Da qui l’importanza di agganciarsi alla Valtrigno di San Salvo, forte della sua esperienza e quantità di risorse, soprattutto umane oltre che tecniche. Giacomo Di Fiore, presidente della Protezione civile sansalvese, ha garantito tutto il sostegno necessario per formare il personale e far partire la sezione di Montenero, che si unirà agli altri dieci paesi già associati alla Valtrigno.
“Laddove avvengono i disastri – le parole del presidente Di Fiore – i primi ad intervenire sono quelli del posto, la Protezione civile deve arrivare nel più breve tempo possibile”. Avere volontari preparati e organizzati, pertanto, è una priorità cui ogni comune dovrebbe prestare particolare attenzione.
Le mansioni da svolgere sono diverse. Secondo quello che Di Fiore ha definito “un nuovo modo di fare Protezione civile”, si spazia anche in campi come l’assistenza a disabili e anziani, recupero di disagiati ecc.
In generale è un impegno senza particolari vincoli, pretese o limiti di età. Possono aderire tutti, è stato detto, e ognuno contribuisce come può con una parte del proprio tempo libero. “Cominciate a lavorare e crescere, adesso dipende solo da voi”, le parole conclusive rivolte da Giacomo Di Fiore alla gremita platea. R.d’A.

31 gennaio 2006


 

La schedina del Superenalotto giocata
nella ricevitoria di piazza della Libertà

La dea bendata bacia ancora Montenero,
vinti 73mila euro

MONTENERO DI BISACCIA. Qualcuno da ieri ha 73159,69 euro in più in tasca, anticipandone solo quattro. E dovrebbe essere di Montenero, perché col brutto tempo non se ne sono visti di forestieri martedì intorno alle 18.00, orario in cui è stata giocata la schedina.

Questa l’ipotesi di Antonio Benedetto, titolare della ricevitoria di piazza della Libertà, dove è stata vinta la considerevole somma al Superenalotto. L’ancora sconosciuto fortunato ha centrato 2 cinque, 3 quattro e 3 tre, un “mini cruciverba” grazie al quale ha ingrossato di poco più di 140 milioni delle vecchie lire il suo patrimonio personale.
“E gli è andata anche male, se vogliamo – dice Renata, moglie del titolare – perché sono usciti molti cinque in tutta Italia”. Come dire, poteva andare ancora meglio se ci fossero state meno combinazioni vincenti. “E’ proprio un periodo fortunato – aggiunge il marito -, nelle scorse settimane ci sono state vincite anche al Lotto, ben quattro terni: due da novemila euro e due da duemila e qualcosa”.
Eppure, se si scava negli annali delle vincite monteneresi, c’è un vago sapore di déjà vu. Nel dicembre 2003, sempre nella ricevitoria Benedetto, sono stati vinti quasi centomila euro al Superenalotto nel giro di due settimane. Pare proprio che la fortuna ne attiri altra e che il periodo invernale sia quello più fruttuoso per la centralissima ricevitoria montenerese. R.d’A.

26 gennaio 2006

Link: la vincita precedente (239mila euro)


 

Se ne discuterà nell'incontro di domenica prossima

"Obiettivo sicurezza", in progetto un centro di Protezione civile
 

MONTENERO DI BISACCIA. Costituire anche nel centro bassomolisano una sezione della Protezione civile. Sarà questo il tema dell’incontro in programma domenica 29 gennaio alle ore 18.00 nella sala polivalente di piazza della Libertà.
A dare l’annuncio è l’assessore alle Politiche giovanili Giuseppe Di Pinto. Il giovane amministratore rende così concreta l’altra delega conferitagli dal sindaco Giuseppe D’Ascenzo nell’aprile scorso, quella appunto alla Protezione civile.
L’organizzazione sarà affidata a volontari ed è proprio a questi ultimi che è rivolto l’appello e l’invito a partecipare alla riunione di domenica. Qui saranno illustrati i dettagli del progetto e le diverse modalità di partecipazione per i cittadini.

E’ un’esigenza, quella del volontariato di questo tipo, avvertita già da un po’ a Montenero. Nei mesi scorsi, infatti, erano state già intraprese iniziative per costituire la Protezione civile. L’intento dell’amministrazione comunale è, stando alle parole dell’assessore Di Pinto, solo di coordinare e mettere insieme le persone e le idee. In seguito l’ente municipale, e più in generale la politica, si farà da parte per lasciare spazio esclusivamente all’iniziativa volontaria.
L’importanza di un’associazione del genere è stata tangibile con il crollo del ponte sul Trigno. La Valtrigno di San Salvo ha permesso negli ultimi tre anni di garantire la sicurezza nell’uso della bretella provvisoria, chiudendo il passaggio non appena il livello del fiume salisse oltre i limiti di guardia.
L’intenzione adesso è di dotare anche Montenero della Protezione civile, utile sia nei casi di reale e mai auspicata emergenza, sia nelle normali manifestazioni sportive, culturali ecc. R.d’A.

26 gennaio 2006


 

L'esperienza di Zenone Marraffino che oggi vive in Svizzera e produce in Molise

Olio Dop alla conquista del mondo
 

MONTENERO DI BISACCIA. E’ possibile far apprezzare l’olio di oliva locale oltre i confini nazionali senza avere un’enorme azienda ed un marketing aggressivo? La risposta è sì, purché si abbia un prodotto di qualità; se a Denominazione di origine protetta (Dop) è ancora meglio.
Ne è convinto Zenone Marraffino. Oggi vive in Svizzera, ed è qui che indirizza l’intera produzione olearia, che arriva dagli oltre trecento alberi di olivo piantati tanti anni fa dal nonno a Montenero.
Molitura ed imbottigliamento avvengono in loco subito dopo la raccolta, nell’unico frantoio montenerese che dispone di autorizzazione per il confezionamento della Dop Molise. Proprio il riconoscimento di qualità, a giudizio di Marraffino, è la condizione indispensabile per conquistare il mercato, sia esso nazionale o internazionale.
“Quello che sento di dire ai miei conterranei – spiega - è di dedicarsi a creare un prodotto di qualità, che ovviamente costerà, come è costato a me, tempo e denaro. Ora posso dire che nonostante non sia la mia principale risorsa economica, i risultati mi danno una grande soddisfazione. Qualità e continuità, sono e rimarranno mezzi basilari per concorrere sul mercato nazionale e non”.
Come le è venuto in mente di esportare l’olio extra vergine di Montenero?
“Cinque anni fa ho iniziato con una degustazione in un ristorante in Svizzera e da allora, con l’appoggio di amici, ho iniziato a prendere con seria considerazione la possibilità di aprire un mio mercato. Bisogna anche dire che per arrivarci, hanno contribuito molto i sei anni trascorsi in Toscana”.
E com’è la clientela elvetica?
“Sempre più ampia ed interessata ed a questo proposito mi

sento di fare una piccola annotazione. Si continua a presumere che il consumatore straniero sia ancora quello di una volta, cioè colui al quale si può rifilare di tutto, tanto ‘non ne capisce’. Oggi non è più così, se mai lo è stato. Se comprano qualcosa sono molto informati e conoscono a volte meglio di noi ciò che noi stessi produciamo”.
Parliamo di prezzo. Quale influenza ha sulla diffusione?
“E’ difficile parlarne, sicuramente è importante. Personalmente credo che non esiste un buon olio di oliva che costa poco. Il mio è diventato un prodotto di nicchia, dovuto anche alla non eccessiva produzione ma sicuramente alla qualità, che ribadisco è essenziale”.
In conclusione, il mercato estero è esigente quanto o più di quello nazionale. Ma potrebbe valere la pena di tentare la carta: al termine dell’intervista Zenone Marraffino confida il prezzo di vendita: 12 euro per una bottiglia da tre quarti. R.d’A.

25 gennaio 2005


 

La strada sarà realizzata a metà, al momento non è previsto il congiungimento con la costa

Tempi biblici per la Mare-Collina

Al via i lavori nella città, ma per il completamento ci vorranno ancora molti anni
 

di Rossano D’Antonio

MONTENERO DI BISACCIA. Mentre i lavori per il tratto urbano sono stati affidati e cominceranno a breve, per portarla fino al mare bisognerà pazientare. Non si sa bene per quanto, ma sicuramente si tratta di anni. Emerge questo dall’incontro, tenutosi nei giorni scorsi a Campobasso, in cui si è discusso della strada provinciale Mare-Collina.
Questa ricade sul territorio montenerese ed è completata solo per la prima metà. A breve sarà sistemata anche la parte ormai occupata dal centro abitato, mentre per il famoso secondo lotto si è ancora nelle ipotesi di progetto, con la speranza di trovare un giorno i finanziamenti. L’unica via di comunicazione a scorrimento veloce e sicura fra costa ed entroterra, in sintesi, è ancora lungi dal cominciare a diventare realtà.


Valeria D'Ottavio

In veste di rappresentante per il Comune di Montenero ha partecipato Valeria D’Ottavio. L’assessore ai Lavori pubblici parla di discussione aggiornata al prossimo 16 febbraio, quando si dovranno esaminare le convenzioni con Enel, Telecom, Autostrade e Ferrovie. Uno dei nodi da risolvere, infatti, sarà il sottopasso necessario per far sboccare la Mare-Collina sulla Statale 16. Perché si dovranno superare due grossi ostacoli: i ponti dell’autostrada e della ferrovia.
Il Comune dal canto suo ha dato parere favorevole, approvando un’apposita variante al Piano regolatore.
“Andiamo ad approvare tutto il progetto – precisa l’assessore D’Ottavio – poi si vedrà, in base a quelli che saranno i finanziamenti”.

Ed è proprio questa la prevedibile nota dolente. I fondi attualmente disponibili, permettono alla Provincia di realizzare meno della metà (1,7 km) del secondo lotto. Il solo lavoro concreto, per altro atteso da tempo, che arriverà dopo l’approvazione del progetto complessivo. A quel punto resterà la domanda su quando e se sarà completata tutta la strada.
“Mi auguro che questa opera possa vedere la luce al più presto – la risposta della D’Ottavio – il che dipende non tanto da Comune e Provincia, quanto dai finanziamenti che la Regione ci riuscirà a trasferire. E’ un’opera importante e tutti saranno lieti di vederla finita, ma è evidente che i tempi non saranno brevissimi, soprattutto per le ingenti somme necessarie alla realizzazione”.

21 gennaio 2006

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Le contrade allacciate ad un'altra linea

L'acqua torna potabile ma non cessa l'allarme
 

MONTENERO DI BISACCIA. Torna potabile l’acqua di rubinetto in contrada Padula ed alla marina di Montenero. Con una nuova ordinanza il sindaco Giuseppe D’Ascenzo ha annullato la precedente, risalente a sabato e con la quale si vietava di usare l’acquedotto ad usi alimentari nelle aree che danno sul fiume Trigno ed allacciate alla stessa linea che serve la zona industriale di San Salvo. Nel depuratore di quest’ultima, infatti, la settimana scorsa sono stati trovati valori di trialometani superiori alla norma.
In via precauzionale ed in attesa di ulteriori accertamenti, attualmente in corso, si proibiva di usare l’acqua di rubinetto.
Il ripristino del servizio è stato possibile allacciando provvisoriamente contrada Padula e la Costa Verde ad un’altra linea dell’acquedotto rurale.
Da qui l’invito del primo cittadino, nei limiti del possibile, ad usare la risorsa con parsimonia, onde evitare sovraccarichi di prelievo ad una linea che

normalmente serve aree più limitate.
Intanto si aspetta il responso dell’Arpa di Chieti per conoscere le cause dell’inquinamento del Trigno. Campioni di acqua sono stati prelevati in diverse parti del fiume e qualche notizia più certa dovrebbe arrivare già oggi dalla conferenza indetta dal sindaco di San Salvo Gabriele Marchese. R.d’A.

18 gennaio 2006

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L'allarme per le contrade Padula e Costa Verde di Montenero di Bisaccia

Vietato bere, acqua inquinata

Il divieto della Asl 4 che ha trovato sostanze sospette nei rubinetti
 

MONTENERO DI BISACCIA. Sostanze sospette nel Trigno: l’allerta si estende anche alla parte di territorio montenerese a confine con l’Abruzzo. Il sindaco Giuseppe D’Ascenzo ha emesso un’ordinanza, limitata a contrada Padula ed alla Costa Verde, con la quale vieta l’uso di acqua di rubinetto a fini alimentari.
Il provvedimento arriva dopo una nota dell’Asl, nella quale è segnalata una presenza di trialometani superiore a quella consentita. La scoperta è avvenuta in seguito ai rilievi fatti dal Coniv, il consorzio che gestisce il depuratore e distribuisce l’acqua alla zona industriale di San Salvo, ad alcune contrade contigue al fiume ed alla fascia costiera di Montenero.
E’ invece tutto regolare nel resto del territorio comunale e nel centro abitato, che è servito dall’invaso del Liscione.
Già nei giorni scorsi era scattato l’allarme sul versante abruzzese. Il sindaco di San Salvo Gabriele Marchese emetteva un’analoga ordinanza tre giorni fa, precisando però che si trattava di una misura cautelativa, in attesa di ulteriori accertamenti. Lo stesso primo cittadino abruzzese ha annunciato una conferenza per il prossimo 18 gennaio, alla quale parteciperanno diversi enti ed i sindaci dei Comuni interessati, fra i quali Montenero.

Rimangono i dubbi su come i trialometani siano giunti nel fiume. Se, in sostanza, sono arrivati da qualche scarico o se provengono dall’impianto di depurazione. Campioni di acqua sono stati prelevati anche più a monte, precisamente in territorio di Lentella, e sono stati inviati al laboratorio Arpa di Chieti. Bisognerà attendere qualche giorno per avere notizie più precise.
Certo, invece, è che il Trigno finisce spesso sulle cronache a causa di parametri ecologici fuori limite. Solo la scorsa estate, difatti, Goletta Verde rilevava tracce di inquinamento alla foce, dovute agli scarichi di fogna non depurati lungo il corso del fiume. R.d’A.

15 gennaio 2006


Un'immagine della valle del Trigno


 

Il nosocomio abruzzese è quello che riceve la maggiore quantità di rimborsi dalle Asl molisane

Neo mamme in fuga dal Molise

Sono tante le donne che preferiscono partorire all'ospedale di Vasto


di Rossano D’Antonio

MONTENERO DI BISACCIA. I reparti maternità della Asl bassomolisana riprendono punti, ma a ridare man forte è l’ospedale di Larino, mentre quello di Termoli continua a non piacere. Questo il dato sorprendente che emerge analizzando i luoghi di nascita dei bambini di Montenero nel 2005.
La struttura frentana supera quella termolese, nel confronto che considera i tre ospedali scelti dalle mamme monteneresi per partorire, ossia i due molisani più quello di Vasto.
Ed è ancora quella abruzzese la città preferita da far comparire sull’atto di nascita. Qui ha visto la luce il 55,77 per cento dei


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dei genitori per la pubblicazione di questa foto

monteneresi classe 2005, segue Larino (25 per cento) e fanalino di coda continua ad essere Termoli (19,23 per cento). Sono cifre ricavate conteggiando i nati (52 in tutto) nei centri ospedalieri citati, escludendo quindi solo i tre partoriti in altre città.
Una rapida comparazione dei dati attuali con quelli degli anni passati porta a due considerazioni. La prima è che grazie a Larino la Asl molisana riconquista posizioni. Nonostante la città sia più lontana e collegata in maniera pessima a Montenero, rosicchia pochi ma preziosi punti per l’Azienda sanitaria del Basso Molise.
La seconda considerazione è che a Termoli le donne monteneresi hanno messo una croce sopra. Secondo una tendenza via via consolidatasi a partire dagli anni Novanta, è disertato sempre più il reparto ostetricia del san Timoteo. In sostanza, se venti anni fa vi nasceva l’80 per cento dei bambini monteneresi, nel 2004 la cifra scendeva al di sotto dei dieci punti percentuali. Anche il recupero registrato nell’anno appena finito, pone la città adriatica in una posizione parecchio lontana dal primato di un tempo. Una caduta libera andata a tutto vantaggio di Vasto; altra regione e – secondo fonti autorevoli – il centro al quale vanno più rimborsi dalle Asl molisane per prestazioni fatte a propri cittadini fuori dei confini regionali. Meno male, per le casse della Sanità locale, che da un po’ ci pensa il Vietri di Larino a far scappare meno mamme. Solo di Montenero?

11 gennaio 2006


 

La denuncia degli operatori turistici nauseati dalla puzza

Si rompe una pompa, acqua e liquami nei campi

 

MONTENERO DI BISACCIA. E’ noto che le fogne alla marina non funzionano bene. Ma che a questo si aggiunga una pompa che riversa acqua piovana mista a liquami fognari sui terreni circostanti, è davvero troppo. A pensarla così sono gli operatori turistici della marina di Montenero, che denunciano gli odori nauseabondi percepiti nell’area e il danno ambientale che si sta cagionando.
Dall’inizio di dicembre è in funzione una pompa, presumibilmente messa per tamponare l’emergenza creatasi con le abbondanti piogge. Queste infatti avevano fatto saltare gli impianti, intasando i tombini dai quali fuoriusciva acqua piovana mista a scarti di fogna.
Da allora, però, la pompa provvisoria è ancora lì. Ma il peggio è che scarica sul terreno, anche se non tutti i giorni. Ogni tanto, denuncia chi vi abita e lavora, è usato un tubo per smaltire il “troppo pieno” e la conseguenza è che i liquami finiscono prima sul terreno e poi, per logica naturale, addirittura in mare. Tutto aspettando che si ripristini la funzionalità degli impianti e che gli scarti siano spinti fino al depuratore.


Il tubo che scarica nel terreno

E’ una storia vecchia quella del sistema di pompaggio che non funziona. D’estate, quando vi sono i turisti, aumentano le presenze e quindi l’uso delle fognature. D’inverno piove e le cose vanno anche peggio. Inoltre garantire il regolare funzionamento delle fogne – secondo i residenti – è diventato uno scarica barile tra amministrazione comunale e ditte appaltatrici del servizio. R.d’A.

5 gennaio 2006

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Rinviati al nuovo anno scalo turistico, strade ed anche la questione Sic

Lavori pubblici: il 2006 parte dai ritardi

Numerose le promesse non mantenute nel 2005: dal porto alla Mare-Collina
 

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Il 2005 si apriva con un clima di campagna elettorale per le comunali. Ma anche con una serie di grosse opere e progetti in arrivo, quelli che nel cosiddetto “anno che verrà” di allora, cioè il 2006 appena iniziato, sarebbero dovuti essere in modi diversi concreta realtà. Come sono andate le cose?

Per il porto turistico un anno fa si dava per certa la posa della prima pietra in autunno. Questo è passato e nel frattempo pare che, improvvisamente, dalla Regione siano arrivate osservazioni a carattere ambientale. A cosa sono servite tutte le conferenze, e tutte con pareri unanimi favorevoli, tenute prima? Chi lo sa, ma nel frattempo il porticciolo alla marina, considerato volano di sviluppo, è rinviato sine die.
Il tratto urbano della strada Mare-Collina è da un pezzo progettato e finanziato. Ma di mezzi all’opera per rifare marciapiedi, illuminazione ed altro non si è vista ancora traccia. Se ne parlerà la prossima primavera o estate, esattamente un anno dopo le previsioni.


Il progetto del porto turistico di Montenero

E sempre per la Mare-Collina all’inizio del 2005 si parlava di progettazione terminata per il secondo tratto, quello finale che approderà sulla costa. Si approvava una variante al Piano regolatore in Comune a febbraio. Ma in seguito le cose non sarebbero filate lisce come l’olio. Nell’ultimo Consiglio comunale di dicembre si è appreso che il progetto è tutt’altro che pronto e soggetto a continue modifiche. In questo mese di gennaio dovrebbe tenersi una conferenza fra gli enti, tra i quali Provincia e Comune, per ridefinire alcuni dettagli. Un anno dopo tutto più o meno come prima.
Lo sviluppo costiero, infine, nel corso del 2005 è stato definitivamente affossato dai Sic. La sigla sta per Siti di importanza comunitaria, materia regolamentata per legge dalle Regioni ma a cui il Molise non dà ancora una risposta. Per semplificare i progetti della Costa Verde, individuata area Sic alla fine degli anni Novanta, non sono né approvati né respinti dalla giunta regionale, giacché non vi è una normativa specifica che compete solo all’ente di Palazzo Moffa. Al Comune di Montenero, intanto, la maggioranza pare dividersi sul modus operandi: continuare con la linea dura dei ricorsi, quella coraggiosa, o cercare accomodamenti con l’ente regionale (linea “politica”).
In conclusione, il quadro generale a Montenero fa apparire le cose non molto diverse da un anno fa.

3 gennaio 2006

Risorse su Montenero On Line per gli stessi temi:
Mare-Collina: tempi biblici
Costa: 35 anni di occasioni mancate
Sic: opportunità o freno?

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