In questa pagina sono pubblicati alcuni degli articoli scritti da Rossano D'Antonio
per la testata giornalistica Il Quotidiano del Molise

 

 

Indice generale news

ARTICOLI DI DICEMBRE 2006

Montenero di B. Bottiglie di plastica a due passi da spiaggia e pineta

La foce della vergogna

Scempio ambientale alla foce del torrente Mergolo al confine con Petacciato
 

E’ uno scempio ambientale che si vede solo se si arriva a piedi, non essendoci vie d’accesso nel punto specifico. Una quantità incredibile di bottiglie di plastica, questo lo scenario visibile alla foce del torrente Mergolo, confine fra i territori di Montenero e Petacciato. Accade a due passi da pineta e spiaggia incontaminata, tanto cara a chi va in cerca di turismo tranquillo. C’è chi sostiene, infatti, che sia frequentata anche dai naturisti, i quali la prossima estate potrebbero trovarsi davanti a tanta immondizia in caso di passeggiata.
Ma, questo il fatto singolare, non vi è traccia dei soliti rifiuti, quali elettrodomestici, taniche vuote ecc. Ciò fa pensare che non si tratti di una discarica abusiva, d’altra parte sarebbe difficile da raggiungere, potendovi arrivare solo a piedi dopo aver percorso svariate centinaia di metri di battigia. L’ipotesi, allora, potrebbe
essere che le bottiglie si sono depositate in loco dopo essere arrivate


Una veduta dell'area accanto alla foce del torrente Mergolo

dal torrente e dal mare, magari non rimosse da chissà quanto proprio perché il tratto di spiaggia non è trafficato.
In tal caso la natura avrebbe pensato da sé a facilitare il compito, accumulando l’immondizia tutta da una parte, come a dire: così è più facile rimuoverla. Mentre la certezza è una sola: c’è ancora chi non conosce l’esistenza dei cassonetti per i rifiuti. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 31 dicembre 2006

 

 

L'iniziativa coinvolge gli stranieri di origine italiana che
vogliano investire nella produzione di fonti rinnovabili

Il rilancio parte dagli immigrati

Il Consiglio comunale ha approvato le linee guida del "Progetto Mafalda"
 

di Rossano D’Antonio
MAFALDA. Immigrati di origine italiana cercasi, purché siano pronti ad investire, oltre che a cambiare residenza. E’ stato presentato mercoledì sera in Consiglio comunale il “Progetto Mafalda”. Un’iniziativa ambiziosa quanto inedita, almeno in zona, con l’obiettivo di scongiurare il destino segnato con il trend attuale: spopolamento e inesorabile fine del paese. E per farlo l’amministrazione di Nicola Valentini offre il proprio territorio, sul quale impiantare attività di vario tipo, partendo dalla produzione di energie rinnovabili.
All’appello hanno già risposto venti famiglie venezuelane, con le quali Valentini da circa un anno intesse i contatti, tramite il loro rappresentante Leonardo Alcalà, per dare il via al progetto.

Si inizierà, o almeno questa è l’intenzione, dalla produzione di energia con fonti rinnovabili (eolico, solare o biomasse). Prima, però, i nuovi residenti dovranno acquistare o costruire una casa a Mafalda e, altra condizione, aderire ad un fondo di investimento privato.
Qualche perplessità è giunta dalla minoranza consiliare. Egidio Riccioni, pur mostrandosi favorevole a ripopolare il paese, ha paventato il rischio che la produzione di energia si traduca alla fine in sconvolgimento ambientale. In altre parole: perché proprio l’energia? Il sindaco ha replicato che si tratta di un settore dall’elevato “know-how”, dove “non si teme la concorrenza di Paesi emergenti come la Cina” e che, in definitiva, se si vuole lo sviluppo qualche prezzo bisogna pur pagare. Fermo restando, come riportato nella relazione, che si tratterà di attività riguardanti solo energie rinnovabili, “tenendo conto di tutti i vincoli esistenti sul territorio”.
Il “Progetto Mafalda” avrà bisogno di anni per concretarsi ed il Consiglio di mercoledì ha rappresentato solo l’approvazione delle prime linee guida. La minoranza si è astenuta nella votazione, mentre a fine riunione è intervenuto anche qualcuno dal pubblico. Ed è giunta la quasi scontata domanda su cosa pensino le famiglie prossime al trasferimento sul presidente venezuelano Chavez. Il rappresentante Alcalà non è voluto scendere in discussioni politiche, replicando solo che queste persone intendono tornare in Italia e che a Mafalda hanno trovato accoglienza nelle istituzioni e nei cittadini. In paese, però, gira con insistenza la voce che in realtà si tratti di gente in fuga dalla politica di Chavez. In termini più semplici, vorrebbero mettere in salvo i propri beni dalle grinfie di un’icona del socialismo reale. Sarà, pensano i più, ma l’importante è che abbiano scelto Mafalda, cui certo ridaranno respiro demografico ed economico.

Il Quotidiano del Molise 29 dicembre 2006

 

 

Sacra rappresentazione
Successo a Montenero
 

MONTENERO DI BISACCIA. Sono state un successo le prime tre serate del Presepe vivente, giunto quest’anno alla 23^ edizione e divenuto famoso soprattutto per l’ambientazione fra le grotte naturali nella zona nord-ovest del centro

bassomolisano. Circa una ventina le scene allestite dagli organizzatori della Pro Loco Frentana, assistiti da decine di volontari e attori. Ancora due le rappresentazioni in programma: il 1 ed il 6 gennaio, quando arriveranno i Magi sul luogo della Natività.

Il Quotidiano del Molise 27 dicembre 2006


 

Cristiano Di Pietro annuncia tra le grandi opere il recupero della torre di Montebello

Concordia natalizia in Consiglio

L'armonia regna sovrana dopo la tempesta della precedente seduta
 

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. In Consiglio comunale Babbo Natale riporta la concordia, mentre per verifica e nuova giunta sicuramente non basterà aspettare la Befana. Intanto Mauro Natalini per la prima volta si dimette e, infine, si sentono auspici quanto meno sospetti da ambo le parti affinché ci sia più condivisione.
La riunione di giovedì sera inizia con un chiarimento di Cristiano Di Pietro. A dimostrazione dell’attaccamento al territorio dell’Italia dei valori, annuncia le grandi opere cui il papà ministro sta lavorando: Termoli-San Vittore, ponte a Piana del Mulino e, sorpresa inedita, recupero della torre di Montebello. Poi, però, spiega che lui e gli altri del suo gruppo sono “alleati della maggioranza, ma non fedeli come cani”. Il riferimento è alla scenata dell’ultimo Consiglio, dove l’Idv votò contro, e alla verifica politica nel frattempo iniziata, come poco dopo conferma anche il sindaco Giuseppe D’Ascenzo. Questo, in sostanza, il motivo per cui tutto sembra tornato alla normalità.
Non è dello stesso avviso la minoranza. Domenico Porfido spiega che l’opposizione non ha cavalcato la tigre della crisi perché conscia che l’Idv “avrebbe abbassato la testa e sarebbe tornata sotto l’ala protettrice del sindaco”. Mentre per Giorgio Ferrara non si può “far finta di niente e dimenticare le accuse che vi siete lanciati”.
La ratifica della delibera di giunta per gli assestamenti di Bilancio, necessaria dopo il caos di fine novembre, passa con il voto contrario della minoranza. Gli altri quattro punti all’ordine del giorno fra i quali orari dei negozi, chioschi e vincolo di esproprio per le opere alla marina, invece sono votati tutti all’unanimità.


Cristiano Di Pietro


La minoranza

Ed è nel corso di queste discussioni, a parte un battibecco fra Michele Borgia e Porfido, che più volte si ascoltano gli auspici bipartisan ad una maggiore collaborazione fra maggioranza e minoranza. Si parla di Commissioni ad hoc, di scelte condivise prima di essere portate in Consiglio, a tratti sembra un tentativo velato di abbattere il muro che divide le due fazioni. Passata la crisi amministrativa, verrebbe da pensare, a scricchiolare è la contrapposizione democratica voluta dagli elettori.


Dopo 10 anni di attività

Natalini si dimette da assessore

 

Mauro Natalini prima d’ora non si era mai dimesso da alcunché. Ma da poco è consigliere regionale in quota Prc e perciò incompatibile con gli incarichi di assessore e vice sindaco.


Mauro Natalini (a sin.) e il sindaco D'Ascenzo

L’annuncio in Consiglio comunale. “Ho firmato con una certa emozione le dimissioni – le sue parole - dopo circa dieci anni passati in amministrazione”. Risale infatti al 1997 il suo ingresso in Comune. Da subito assessore, all’incarico negli anni ha aggiunto quelli di consigliere provinciale, segretario regionale di partito e, infine, consigliere regionale. A Natalini auguri da tutti, mentre il sindaco non ha risposto alla domanda su quando si conoscerà il sostituto del suo ex vice. “Le cose importanti sono altre – il commento di Giuseppe D’Ascenzo -, ad esempio la recente lottizzazione di 25 ettari alla marina per attività turistiche”. L’anno scorso furono necessari due mesi per la nomina del nuovo vice sindaco, Natalini appunto. Anche stavolta?
Il Quotidiano del Molise 23 dicembre 2006

Sullo stesso tema:
Comune, la quiete dopo la tempesta (14/12/2006)
D'Ascenzo nella bufera... (02/12/2006)
Assise divisa in tre... (01/12/2006)
L'Idv minaccia la stabilità... (30/11/2006)
L'Idv abbandona l'assise è crisi (29/11/2006)


 

Attesi migliaia di visitatori nelle grotte arenarie

Un ventennio di magia

Dalla mezzanotte della Vigilia
la nuova edizione del Presepe vivente

MONTENERO DI BISACCIA. Arriva alla 23^ edizione ed anche per quest’anno si prevedono migliaia di visitatori dalle più svariate regioni d’Italia. Il Presepe vivente di Montenero avrà il suo avvio ufficiale, secondo un’ormai più che consolidata tradizione, alla mezzanotte della Vigilia di Natale, subito dopo la messa.
Nelle diverse grotte arenarie è tutto pronto per le rappresentazioni, che andranno dalle scene di vita quotidiana, con artigiani, venditori, massaie ecc. alla Natività. Tutto con personaggi in carne ed ossa, in un’ambientazione naturale che è uno dei segreti del successo del Presepe di Montenero, rendendolo famoso in tutta la Penisola.
La manifestazione è organizzata dalla Pro Loco Frentana, che alcuni anni fa prese il testimone dal Comitato e in particolare dal compianto Vincenzo Del Grande. Da allora l’associazione culturale guidata dalla dott.ssa Margherita Rosati, assieme ai tanti volontari, fa sì che continui la tradizione. E come sempre saranno due i momenti più toccanti: la prima rappresentazione e quella dell’Epifania, quando i Magi partiranno a cavallo da piazza della Libertà e raggiungeranno il Bambinello nel Presepe. Il calendario prevede i seguenti orari:
- 24 dicembre dalle ore 24.00
- 25-26 dicembre ore 17.00-19.30
- 1 gennaio ore 17.00-19.30
- 6 gennaio ore 16.00 corteo dei Magi; ore 17.00 inizio rappresentazione. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 23 dicembre 2006

 

 

In vista un rimpasto di giunta

Montenero, oggi il primo Consiglio dopo la "diserzione" dell'Idv
 

MONTENERO DI BISACCIA. E’ convocato per stasera alle 18.30 il Consiglio comunale. Il primo dopo i due di fine novembre, conclusisi uno senza numero legale (quindi nullo) e l’altro nella baruffa generale, a causa del voto contrario di quattro consiglieri Idv.
La prima domanda, pertanto, è se stasera si vedrà una crisi amministrativa rientrata oppure se ci saranno nuove scintille. Fra i cinque punti all’ordine del giorno nessuno porta la dicitura “comunicazioni del presidente”. Si parlerà, infatti, di orari dei negozi, regolamento per i chioschi, riqualificazione aree pubbliche alla marina, ma non di temi squisitamente politici, almeno sulla carta. Non resta, pertanto, che affidarsi alle indiscrezioni circolate in questi giorni.
E queste vogliono che ci sia stato un primo incontro chiarificatore fra i quattro dell’Italia dei valori ed il sindaco Giuseppe D’Ascenzo. La verifica sarebbe ancora in corso e pare che tra le richieste vi sia il rimpasto della giunta, che potrebbe diventare a tre (invece dei quattro attuali). Ma, sempre che l’ipotesi trovi conferma, nessuna notizia è filtrata sui nomi. Di sicuro mancherà Mauro Natalini, appena diventato consigliere regionale e per questo costretto dall’incompatibilità a lasciare il posto di assessore e vice sindaco.
In ogni caso, smentite o conferme non dovrebbero arrivare nel Consiglio di stasera, anche perché è assente Antonino D’Antonio. Il capogruppo dell’Italia dei valori per Montenero, cioè la costola della maggioranza che da un po’ fa i capricci, si trova negli Stati Uniti. La verifica dovrebbe perciò proseguire dopo il suo atterraggio in terra italiana, nel 2007. Stasera, intanto, al sindaco servono i voti dei tre Idv presenti per approvare gli argomenti. Non dovrebbero esserci sorprese, ma lo stesso D’Ascenzo mostra cautela in proposito e non c’è da meravigliarsene, visto quanto accaduto solo venti giorni fa. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 21 dicembre 2006


 

Mafalda. Fino al 10 gennaio è aperta la mostra nel municipio

"Valorizzare Ripalta Vecchia"

E' lo scopo del progetto archeologico
dell'amministrazione comunale
 

MAFALDA. Valorizzare e ridare splendore al Castello di Ripalta. Sta trovando applicazione pratica il progetto archeologico avviato nel 2001 dall’amministrazione comunale, che invita tutti alla mostra in programma fino al 10 gennaio nel municipio, negli orari 8.00-14.00 di tutti i giorni feriali.
E’ esposta una selezione di reperti rappresentativa dell’antico sito di “Ripalta Vecchia”, il borgo dal quale ebbe origine l’odierna Mafalda (così chiamata dal 1903) ed i cui ruderi ancora oggi sono visibili a qualche chilometro dall’abitato. La mostra è il primo passo importante verso un progetto ambizioso: creare un parco archeologico-naturalistico interessante sia per i visitatori, sia per gli studenti di ogni ordine e grado.
I lavori di scavo iniziarono nel 2001, quando gli specialisti dell’Università di Chieti riportarono alla luce l’antico insediamento, popolato fino al XV secolo. Un’apposita deliberà Cipe ha consentito di passare alla fase attuativa, finanziando il progetto e permettendo la ripresa delle operazioni la scorsa estate.
Si è intervenuti principalmente sulla torre, già in parte crollata e salvata in extremis con un’impalcatura, mentre i lavori futuri interesseranno anche i resti delle mura e del villaggio. Culmine del progetto sarà la creazione di museo e centro di documentazione e ricerca, di cui la mostra “Il Castello di Ripalta” è un’anticipazione. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 20 dicembre 2006


 

L'operazione ha coinvolto il Reggimento di Foggia

Prima il polverone poi il botto
Brilla la bomba del '43

 

A lato il cantiere aperto del porto turistico,
la jeep dell'Esercito sta trasportando la bomba

di Rossano D'Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Un polverone ed un botto il cui suono si è perduto nelle campagne. E’ finita così la sessantennale storia di una bomba d’aereo risalente alla Seconda guerra mondiale, trovata alcuni giorni fa nel cantiere del porto turistico di San Salvo.
Ieri mattina i militari dell’11° Reggimento Genio di Foggia hanno liberato la celebre località turistica dal pericoloso ritrovamento, procedendo all’operazione di brillamento. La bomba, comunemente chiamata “spezzone”, è risultata di fabbricazione americana e pesante ben 113 kg. Risaliva alla 2^ Guerra mondiale e, presumibilmente, era rimasta inesplosa dopo essere stata sganciata da un aereo su obiettivi tedeschi, quasi certamente nell’autunno 1943.
Gli uomini del capitano Manna hanno trasportato la bomba in una vicina cava, in territorio di Montenero. Qui è stata scavata una fossa e l’ordigno è stato posizionato in una cassa di legno, successivamente ricoperta di terra. Accertatisi che non vi fosse nessuno nelle vicinanze, è stato azionato il detonatore e si è udito un colpo soffuso che tradiva il reale potenziale, rimasto intatto come spiegato dai genieri. “Una bomba del genere a trecento metri fa male” le parole di Manna, ufficiale preparato e disponibile che ha risposto a tutte le domande poste dai presenti (cronista, Vigili del fuoco, Croce rossa, Carabinieri). Osservato il cratere prodotto dalla deflagrazione la conferma: schegge sparse ovunque nonostante l’esplosione fosse “soffocata” dal terreno. In altre parole, gli edifici circostanti di San Salvo marina hanno convissuto per quasi quaranta anni con una bomba capace di buttarli giù. Finita la missione, il capitano Manna ha spiegato che sono decine gli interventi di questo genere ogni anno e che quello di ieri è il quarto solo nella zona costiera della provincia di Chieti.

Il Quotidiano del Molise 17 dicembre 2006


Nella cassa prima dell'esplosione


Alcune schegge dopo la deflagrazione

Caratteristiche dell'ordigno:
Bomba da aereo di fabbricazione statunitense, risalente alla Seconda guerra mondiale, mod. ANM57GP; spoletta di testa tipo M139; ordigno per cosiddetti "obiettivi morbidi".

Nelle foto a lato:
a sinistra i militari dell'11° Genio guastatori di Foggia preparano l'ordigno per il brillamento;
a destra l'area resa irriconoscibile dopo l'esplosione.
Tutte le operazioni sono durate poco più di due ore.


 

L'assessore alla Cultura Di Pinto illustra il programma

A Montenero un Natale a misura di bambino

MONTENERO DI BISACCIA. “Un Natale interamente dedicato ai bambini”, presenta così Giuseppe Di Pinto il calendario delle manifestazioni organizzate dall’amministrazione comunale per le festività natalizie. L’assessore alla Cultura evidenzia come anche quest’anno sia riproposta la filodiffusione, con musiche a tema nel tardo pomeriggio “per dare più calore” ed elenca gli appuntamenti, che si terranno alle 18.00 quasi tutti in piazza della Libertà.
Si comincia il 16 dicembre con i sassofonisti vestiti da Babbo Natale, mentre il 20 toccherà all’orchestra di mandolini suonare in giro per il paese. Il 22, invece, popcorn e zucchero filato gratis (solo) per i bambini, con i “Giullari di Davide” ad allietare con giochi di prestidigitazione.
All’antivigilia di Natale, il 23 dicembre, toccherà agli zampognari girare in strada suonando il classico strumento popolare. Il 30, infine, chiusura con il “Teatro del foro”, spettacolo di burattini, unico appuntamento che si terrà nei locali parrocchiali della chiesa di san Paolo.
Per gli adulti, invece, non mancherà il Presepe vivente, che inizierà come sempre alla mezzanotte della Vigilia subito dopo la messa. Di Pinto, in proposito, esprime un “ringraziamento particolare alla Pro Loco Frentana che come ogni anno si impegna affinché riesca la manifestazione”, giunta alla 23^ edizione e divenuta “un fiore all’occhiello per Montenero”.
Passato il Natale, l’assessore annuncia già quale sarà il prossimo obiettivo: l’istituzione del “nonno vigile”. Giuseppe Di Pinto precisa che l’iniziativa chiamerà anche le signore ad impegnarsi nella direzione del traffico all’uscita delle scuole, quindi non solo i maschi come normalmente avviene. Nel frattempo, fa i migliori auguri a tutta la cittadinanza. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 16 dicembre 2006

 

 

Siringa usata trovata a due passi dal centro

 

 

A lato particolare della siringa,
sotto veduta del quartiere

MONTENERO DI BISACCIA. Via Frentana, due passi dal centro, una siringa è notata dai passanti sul marciapiede. C’è ancora del sangue all’interno del sottile tubo, quanto basta per scartare l’ipotesi che sia stata usata per un’iniezione di insulina da un diabetico. E’ una “spada”, è servita per iniettare la droga nelle vene, questa la sconcertante deduzione.
Montenero ancora si lecca le ferite per la serie di arresti per droga avvenuti a cavallo fra il 2004 ed il 2005. Il “ritrovamento” dimostra, oltre che impudenza nel gettare una siringa su un luogo trafficato da passanti e bambini, che il problema esiste ancora.

Il Quotidiano del Molise 16 dicembre 2006

 

 

In programma la Mare-Collina e il collegamento Montenero-Campobasso

In cantiere grandi strade

Nel piano provinciale interventi per milioni di euro
 

MONTENERO DI BISACCIA. Due grosse opere in altrettante direttrici fondamentali per il centro bassomolisano. Nel Piano triennale delle opere pubbliche, presentato alcuni giorni fa dalla Provincia di Campobasso, sono indicati anche gli interventi per migliorare la disastrata viabilità di Montenero. In particolare sono due i grandi progetti messi in cantiere che, finanziamenti permettendo, potrebbero arrivare entro il 2010.
Il primo dovrebbe risolvere l’annoso problema del collegamento con il capoluogo regionale. Andare a Campobasso da Montenero è impresa piuttosto ardua, laddove su qualsiasi strada si scelga – a prescindere dalla rassegnazione a fare molti chilometri – mancano sicurezza e comfort essenziali. Per questo la soluzione individuata, come

anticipato dal vice sindaco Mauro Natalini nell’agosto scorso, è quella dell’allaccio alla strada Santa Giusta di Palata. In pratica si seguirà il tracciato della Guardiola (Montenero-Montecilfone), che sarà ampliata e resa provinciale. Da qui diventerà agevole prendere la strada che da Palata porta direttamente sulla Bifernina e, di conseguenza, in direzione del capoluogo. Il costo complessivo è previsto in cinque milioni di euro e, secondo il Piano della Provincia, i lavori dovrebbero durare dalla fine del 2007 al 2009.
L’altra grande opera in programma va invece nella direzione opposta, quindi verso il mare. Si tratta dell’ormai tristemente famosa Mare-Collina (Sp 153), realizzata per metà circa dieci anni fa e da allora rimasta al palo. Attesa da almeno venticinque anni, la via di collegamento fra Montenero e zona costiera rimane per adesso un progetto, da qualche mese finito di redigere.
L’intenzione della Provincia è di iniziare i lavori per il secondo lotto entro la fine del 2007 e completarli nel giro di circa tre anni, per un importo complessivo di oltre otto milioni di euro. Il tracciato seguirà grossomodo quello dell’attuale Querce Grosse, sfociando così nei pressi del confine con Petacciato marina. In paese, per la verità, non c’è molta fiducia riguardo all’opera, il che non sorprenderà visti i periodi di attesa già trascorsi. Ma solo il tempo confermerà o smentirà la diffusa sfiducia che aleggia in città. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 15 dicembre 2006


 

La minoranza tace e non cavalca la tigre dell'instabilità del governo D'Ascenzo

Comune, la quiete dopo la tempesta

La crisi amministrativa starebbe per rientrare dopo la verifica chiesta dall'Idv
 

MONTENERO DI BISACCIA. E’ uno strano silenzio quello che fa seguito al Consiglio comunale del 30 novembre. Dopo che la maggioranza è apparsa più spaccata che mai, con il neonato gruppo Italia dei valori per Montenero che ha votato contro ben due punti all’ordine del giorno, si ode soltanto quiete. Da parte della maggioranza, dei quattro consiglieri “dissidenti” e, forse la cosa più sorprendente, dalla minoranza.

Inevitabili le domande su cosa stia accadendo nel Palazzo, se si sta ricucendo la crisi fra sindaco e Idv, oppure se assieme ai classici botti di Capodanno se ne sentiranno altri nell’amministrazione. Secondo indiscrezioni Michele Borgia, Donato Benedetto, Antonino D’Antonio e Cristiano Di Pietro avrebbero già avviato le trattative con Giuseppe D’Ascenzo. Top secret sul contenuto del colloquio, ma pare che il primo cittadino abbia accolto la richiesta dell’attesa “verifica politica”. In uno scenario simile, che la calma di questi giorni pare confermare, la palla sarebbe passata in mano al gruppo Idv per Montenero. Qui,
in altre parole, si starebbe discutendo su cosa chiedere in cambio di rientro in maggioranza e cessazione delle ostilità.
Di certo si sa solo che i dipietristi si sono riuniti alcune sere fa, ma


Il sindaco Giuseppe D'Ascenzo

allo stato non si conoscono le conclusioni raggiunte. Ammesso che ce ne siano di condivise. E pare che dopo la crisi sia intervenuto anche il gotha nazionale e regionale del partito. Da un lato il ministro Antonio Di Pietro, dall’altro ha fatto la sua ricomparsa Giuseppe Astore. Il coordinatore regionale e deputato Idv, assente sulla scena locale dal comizio choc in cui l’assessore Valeria D’Ottavio sparava a zero su tutto il partito, avrebbe quindi un ruolo nella probabile ricucitura della maggioranza.
Nonostante ci sia ancora tanta incertezza, infatti, sembra che nessuno voglia la caduta amministrativa e le elezioni anticipate. Non l’Italia dei valori, perché altrimenti si sarebbe fatta sentire; non il sindaco, chiaramente, che tornerebbe subito a casa. E nemmeno la minoranza, è evidente. Questo forse è l’aspetto che più sorprende: nicchia chi avrebbe tutto da guadagnare in una crisi, potendo tentare la scalata al Palazzo. Niente comunicati, comizi, manifesti ecc. come in altre occasioni. Spontaneo sospettare che abbia un timore: la mancanza dei presupposti per un rovesciamento del risultato elettorale a suo favore. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 14 dicembre 2006

Sullo stesso tema:
D'Ascenzo nella bufera... (02/12/2006)
Assise divisa in tre... (01/12/2006)
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L'Idv abbandona l'assise è crisi (29/11/2006)


 

Per la vita contro la pillola abortiva

MONTENERO DI BISACCIA. La pillola Ru 486 vista come un ennesimo attacco alla vita, facendo sì che la donna rimanga sola davanti ad un atto drammatico come l’aborto. Se n’è discusso sabato nei locali parrocchiali della chiesa di san Matteo, dove sono intervenuti Gianni Astrei e Antonella Bevere, membri del direttivo nazionale del Movimento per la vita.
Nell’incontro è stato spiegato il funzionamento della pillola, che interrompe chimicamente la gravidanza e lo fa una volta che la donna è tornata a casa. Ciò, secondo i relatori, si traduce in un trauma ancora peggiore rispetto ai tradizionali sistemi chirurgici, oltre al fatto


Un momento dell'incontro

che ancora non si conoscono gli effetti collaterali del farmaco. Per questo, hanno spiegato Astrei e Bevere, è importante lottare affinché non sia introdotta anche in Italia la pillola abortiva.
Alla domanda del pubblico su cosa ne pensino le donne che già ne hanno fatto uso all’estero, però, i relatori hanno ammesso di non avere dati per dare risposte esaustive. Infine, rispondendo ad un altro quesito, Astrei ha chiarito che la lotta contro la Ru 486 non è un primo passo per arrivare all’abolizione della legge che nel 1978 legalizzò l’aborto in Italia. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 12 dicembre 2006


 

Terminano i disagi per i pendolari che ogni giorno raggiungono il posto di lavoro

Dopo 46 mesi il nuovo ponte sul Trigno

Inaugurata ieri la struttura che ripristina il collegamento tra Molise e Abruzzo
 

di Rossano D’Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. E’ la parola fine ai disagi nel collegamento fra Abruzzo e Molise. Il nuovo ponte sul Trigno è stato inaugurato ieri, alla presenza delle autorità politiche delle due Province (Chieti e Campobasso) e delle Regioni interessate.
La nuovissima struttura, più larga e sicura della precedente crollata nell’alluvione del 2003, è costata tre milioni e mezzo di euro, equamente 

divisi fra gli enti che si trovano sulle due sponde. Rispettati anche i tempi di consegna: un anno di lavoro, come previsto, e riapertura entro l’inverno, cioè prima che le piene del fiume inizino a travolgere la bretella provvisoria che negli ultimi quattro anni ha permesso il passaggio.
Una “giornata di festa” all’aperto, con i duecento metri di ponte riempiti da tanta gente venuta a vedere come è fatto. Il taglio del nastro, per mano dei due presidenti di Provincia Nicola D’Ascanio e Tommaso Coletti, è avvenuto al centro della struttura. Qui vi è il confine da più parti definito “solo amministrativo”, ma nella pratica inesistente vista la frequenza di scambi sociali ed economici fra due comunità molto legate. Un fatto, questo, confermato anche da chi non conosceva da vicino tutte le vicende e le ha scoperte cercando su internet, come nel caso dell’assessore regionale abruzzese Mimmo Srour.
In rappresentanza della Regione Molise, Angela Fusco Perrella ha parlato di “trionfo della buona politica”, laddove la collaborazione fra enti diversi ha portato a questo risultato. Un concetto, quest’ultimo, rimarcato anche dai presidenti delle due Province. Nicola D’Ascanio (Campobasso) ha definito l’evento come l’avvio di “un rinnovato impegno nella tutela del territorio”, portando avanti un processo di sviluppo che da anni unisce le due sponde, mai realmente divise dal crollo del ponte. Ed anche Tommaso Coletti, per la Provincia di Chieti, ha sottolineato che se c’è “l’intesa fra le istituzioni, quando si tratta di interesse collettivo, le cose funzionano”.
Il nuovo ponte risolve un problema viario che come mai, almeno a Montenero, ha visto i cittadini protestare. Senza questo collegamento il centro bassomolisano è rimasto più volte isolato, essendo le altre vie impraticabili in caso di maltempo. La riapertura dà sollievo a migliaia di persone, fra operai, studenti, imprenditori, trasportatori e consumatori. Una felicità facilmente palpabile ieri sulle facce dei numerosi presenti all’inaugurazione.

Il Quotidiano del Molise 10 dicembre 2006

Sullo stesso tema:
Reportage finale: dalla demolizione alla ricostruzione
Il reportage dell'inaugurazione (Nicola Borgia)
Il caso ponte sul Trigno - e-book in pdf scaricabile su Mol
Dossier crollo del ponte: le fasi della prima emergenza


D'Ascanio taglia il nastro su versante molisano


Parte della folla intervenuta


I presidenti di Provincia: Coletti e D'Ascanio


 

D'Ascanio ha illustrato il programma

Piano delle opere pubbliche
Le scuole prima di tutto


MONTENERO DI BISACCIA. Dopo l’inaugurazione del ponte sul Trigno l’intero Consiglio provinciale di Campobasso si è riunito nella sala polivalente di Montenero. Questo il posto scelto per presentare ai cittadini il Piano triennale di opere pubbliche 2007-2009, di recente approvato all’unanimità dai consiglieri di Palazzo Magno.

 Il presidente Nicola D’Ascanio ha riassunto il programma che nei prossimi anni interesserà i vari campi di competenza provinciale, per una somma complessiva prevista di circa 500 milioni di euro. La precedenza, secondo una logica condivisa da maggioranza e opposizione, sarà data alla sicurezza delle scuole sparse su tutto il territorio della provincia di Campobasso. Mentre l’altra emergenza resta la viabilità, duramente messa alla prova negli ultimi anni dalle calamità, che vanno ad aggravare un quadro infrastrutturale già di per sé non roseo. Nel Piano, in proposito, sono riportati i progetti che l’amministrazione provinciale intende portare a termine o avviare nel triennio.
Secondo D’Ascanio, tuttavia, bisogna procedere per priorità ed ha spiegato che l’intenzione della Provincia è di pensare prima di ogni cosa alle scuole. Anche se questo dovesse significare sottrarre risorse ad altri grandi interventi come quelli sulla viabilità, qualora non arrivino tutti i fondi necessari dai governi regionale e nazionale. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 10 dicembre 2006


 

Il progetto prevede il riutilizzo di 250mila metri cubi per l'irrigazione di tre comuni

Acqua, siglato il patto "antispreco"

Il sindaco D'Ascenzo ha firmato un accordo di programma con San Salvo e Vasto
 

MONTENERO DI BISACCIA. Non andranno più sprecati quei 250mila metri cubi di acqua, ma serviranno per l’irrigazione di tre comuni. Montenero, San Salvo e Vasto hanno stipulato da pochi giorni un accordo di programma per il riutilizzo dell’acqua depurata dall’impianto sito in territorio molisano, quasi sulla costa, ma che serve anche le altre due città abruzzesi.
A dare la notizia è il sindaco Giuseppe D’Ascenzo. “Il riutilizzo servirà a scopo irriguo per i terreni di questi tre comuni – spiega il primo cittadino montenerese -, inoltre ciò permetterà di svincolare altrettanta acqua, finora pescata dal Trigno per irrigare le campagne e che invece a breve sarà usata a scopo potabile per la zona costiera”. Ciò andrebbe a risolvere un antico problema della marina, la quale durante il periodo estivo, con la presenza dei turisti, soffre una penuria del prezioso liquido.
“E’ un progetto di rilievo e di avanguardia – prosegue D’Ascenzo -, infatti pochi sono gli esempi di riutilizzo di una risorsa preziosissima e che invece trattiamo come cosa di pochissimo valore”.
Un’iniziativa dai costi bassi e che rientra nel quadro più vasto di sviluppo e dotazione di servizi alla marina di Montenero. D’Ascenzo sottolinea, inoltre, che in loco è terminata la rete del metano, mentre si sta per affidare il progetto per rifare ed ampliare la vecchia e inefficiente rete fognante. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 9 dicembre 2006


 

Dopo tre fasi di stasi la ricostruzione vera e propria è partita solo l'anno scorso

Ponte sul Trigno: è il fatidico giorno

Quarantasei mesi dopo il crollo provocato dall'alluvione l'inaugurazione
 

di Rossano D'Antonio
MONTENERO DI BISACCIA. Si è arrivati alla ricostruzione del ponte sul Trigno con un colossale ritardo. E’ questa un’opinione abbastanza diffusa, secondo cui la struttura, spazzata via dall’alluvione del gennaio 2003, poteva essere rifatta da un pezzo. In sintesi si poteva arrivare all’inaugurazione prima del 9 dicembre, quando sarà aperto il nuovo ponte che riporterà alla regolarità il collegamento fra Abruzzo e Molise, finora affidato ad una bretella provvisoria soggetta ad allagamenti e chiusure d’inverno.
Ma qual è l’effettivo ritardo e quante stagioni invernali di disagio si potevano davvero evitare? Dati alla mano, è possibile ripercorrere tutte le tappe e dare una risposta con ragionevole approssimazione. La deduzione, per certi versi sorprendente, è che nella migliore delle ipotesi si sarebbe “guadagnato” un solo inverno, quello dell’anno scorso. Ed ecco perché.


Il ponte sul Trigno quasi ultimato (novembre 2006)

Dal crollo all’inaugurazione sono passati 46,5 mesi, questa la cifra complessiva. Realizzazione del passaggio provvisorio, progettazione, gara di appalto ed effettiva ricostruzione hanno richiesto 25,5 mesi. Fin qui il lavoro reale, mentre i rimanenti 21 mesi corrispondono a tre distinte fasi di inattività, con lunghezze ed effetti diversi, nelle quali cercare i ritardi.
L’ultima pausa (ottobre-novembre 2005) c’è stata fra appalto ed avvio dei lavori. Tale sosta non ha avuto conseguenze, in quanto l’importante era cominciare entro l’anno scorso per poter riaprire prima di questo inverno.
La stasi di mezzo arrivava invece quando il progetto era pronto, ma la Provincia di Chieti ancora non sborsava la propria metà di quota. Tale periodo va dal gennaio al luglio 2005, ma anch’esso non è rilevante. Supponendo di iniziare la ricostruzione nella primavera dello stesso anno, l’opera sarebbe stata finita alcuni mesi fa, ma comunque non sarebbe stata utilizzabile nell’inverno 2005-2006.
Ma c’è ancora un’altra fase di stasi, la prima, che andò dalla realizzazione della bretella (giugno 2003) all’inizio della progettazione (maggio 2004).

LE TAPPE E I TEMPI

CROLLO E COSTRUZIONE BRETELLA:
gennaio-giugno 2003 (4,5 mesi)

1^ PAUSA:
giugno 2003-maggio 2004 (11,5 mesi)

PROGETTAZIONE:
giugno-dicembre 2004 (7 mesi)

2^ PAUSA:
gennaio-luglio 2005 (7 mesi)

GARA DI APPALTO:
agosto-settembre 2005 (2 mesi)

3^ PAUSA:
ottobre-dicembre 2005 (2,5 mesi)

RICOSTRUZIONE:
dicembre 2005-dicembre 2006 (12 mesi)

Questa, a conti fatti, è stata quella che ha generato a mo’ di effetto domino il ritardo. Se la progettazione fosse cominciata subito dopo la bretella, il risparmio di 11 mesi e mezzo avrebbe permesso di cominciare la ricostruzione del ponte nella primavera-estate 2004 e di aprirlo l’anno successivo, evitando quindi i disagi nell’inverno 2005-2006 ormai trascorso. Si evince, pertanto, che il ritardo è quantificabile in un anno, o meglio in una stagione invernale. La domanda che resta è se senza tutte le proteste dei cittadini i tempi sarebbero stati gli stessi, poiché quasi tutte le “pause” sono state interrotte solo dopo le polemiche.

Il Quotidiano del Molise 8 dicembre 2006

Sullo stesso tema:
L'inaugurazione e l'apertura
Il reportage finale: dalla demolizione alla ricostruzione
Il caso ponte sul Trigno - di Rossano D'Antonio - e book scaricabile su Montenero On Line


 

La sede è stata intitolata alle piccole vittime del terremoto di San Giuliano

"Super" Protezione civile

Il presidente Laviola presenta il resoconto delle attività di un anno
 

MONTENERO DI BISACCIA. “E’ un onore per noi intitolare questa sala agli Angeli di San Giuliano, li portiamo sempre nel nostro cuore”. Così il presidente Angiolino Laviola ha presentato ai numerosi intervenuti la sede della Protezione civile “Montenero di Bisaccia onlus”, sita in viale Europa. Una cerimonia sentita, quella di domenica sera, alla quale hanno partecipato autorità, i circa 70 soci e tante altre persone intervenute spontaneamente.
Laviola ha riassunto il primo periodo di attività dell’associazione che, seppur “nata da poco, ha già lavorato tantissimo, anche se a volte in cose non prettamente da Protezione civile”. Ma, secondo il presidente, ciò “è servito ad aiutare gli altri”, mentre per le attività più specifiche “serve ancora tempo e formazione”. Intanto i corsi, per i quali il locale inaugurato rivela tutta l’utilità, sono già cominciati da qualche settimana.
Il sindaco Giuseppe D’Ascenzo si è rivolto ai volontari parlando di “mattone che mancava al tessuto sociale di Montenero”, mentre il presidente della Provincia


Il taglio del nastro

Nicola D’Ascanio ha definito l’evento speciale, “perché l’intitolazione di questa sede ci fa ricordare un lutto che ci ha fatto stringere intorno alle famiglie di San Giuliano”.
Il momento più toccante, infatti, è stato quando ha preso la parola Antonio Morelli, presidente del Comitato vittime del paese molisano colpito dal sisma nel 2002. Precisando che quei 27 bambini non morirono per il terremoto, ma per la mancanza di sicurezza nel posto “che dovrebbe essere più sicuro”, Morelli ha fatto i migliori auguri all’associazione, “perché sappiamo cosa significa la solidarietà”.
In chiusura è intervenuto Antonio Sanpietro, giunto dal Dipartimento nazionale della Protezione civile. Il dirigente ha ricordato come iniziative del genere siano spesso nate dopo tragedie ed emergenze, da qui la necessità di prevenzione e di volontariato organizzato. “La Protezione civile è il gesto di ognuno – le parole finali nell’intervento di Sanpietro – per un risultato che appartiene a tutti”. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 6 dicembre 2006

La lettera scritta dai volontari al presidente ed alla moglie


da sinistra: Giuseppe D'Ascenzo, Angiolino Laviola, Nicola D'Ascanio, Antonio Sanpietro, Antonio Morelli


Vedi anche:

Il reportage completo dell'evento (N. Borgia)


 

La crisi consiliare di Montenero di Bisaccia è sempre più nera

D'Ascenzo nella bufera
L'opposizione: "Torniamo alle urne"
 

MONTENERO DI BISACCIA. Di tutto di più. In tanti, sulla falsariga dello spot che invita a rinnovare l’abbonamento tv, non vorranno perdere un posto in prima fila. La sala cinematografica è quella consiliare, dove l’altra sera si è consumato il secondo capitolo della crisi amministrativa.
L’appena nato gruppo Italia dei valori per Montenero ha votato contro due ordini del giorno. Fattore decisivo poiché i quattro “no”, sommati ai cinque della minoranza, hanno respinto le proposte, rinviandole a chissà quando. Già, quando (e se) passeranno le discussioni sull’assestamento di Bilancio? Può andare avanti un’amministrazione in queste condizioni?
A chiederselo sono in tanti, ma a sollevare gli interrogativi sono le frasi ascoltate giovedì sera in Consiglio comunale. La frattura nella maggioranza è ormai alla luce del sole, dopo mesi di voci e avvisaglie.
La minoranza ha già chiesto che si torni alle urne, “se


Giuseppe D'Ascenzo e parte della maggioranza durante una pausa nel Consiglio comunale di giovedì sera

siete coscienti del fatto che tutto quello che avete detto è vero, dobbiamo tornare a chiedere il voto ai cittadini” le parole di Nicola Travaglini.
Perché, appunto, i consiglieri di maggioranza si sono detti di tutto. Antonino D’Antonio ha motivato il voto contrario col fatto che il suo “gruppo non è stato assolutamente coinvolto” nelle decisioni della maggioranza. Il sindaco ha definito “un documento falso” e pretestuoso quello consegnato dai quattro dissidenti (D’Antonio, Michele Borgia, Cristiano Di Pietro e Donato Benedetto), redatto da persone che “non hanno fatto sentire la propria voce nelle sedi adeguate” e che adesso arrivano “ad accusare il sindaco”. E infine lo sfogo più amaro: “Da quando abbiamo fatto l’alleanza (con l’Italia dei valori alle passate comunali n.d.r.) invece di andare avanti andiamo indietro”.
Quella di D’Ascenzo è stata sostanzialmente un’ammissione che le cose non vanno come dovrebbero, almeno in questo suo secondo mandato, iniziato un anno e mezzo fa. Il dilemma è capire da chi dipende. Ed i vari membri della maggioranza giovedì si sono passati di mano la castagna bollente. La Margherita, per voce di Cesare Rusciano, ha confermato l’appoggio al sindaco, lanciando frecciate all’Idv che le ha sottratto un consigliere, Borgia, senza che il partito abbia chiesto al sindaco di intervenire. Un atto di responsabilità, secondo Rusciano, che invece i dipietristi non avrebbero dimostrato, poiché continuano a dichiararsi non rappresentati da Valeria D’Ottavio, “da loro stessi indicata”. Borgia, sulle posizioni dei compagni dissidenti, ha chiarito che finora “il metodo soft non ha funzionato”, per questo si è arrivati allo scontro in pubblico.
Deduzione ovvia è che così non si andrà lontano. E ci si chiede come si uscirà dall’impasse e dalla paralisi che non da oggi, come ammesso, affligge l’amministrazione. Ci saranno verifica politica e rimpasto chiesti dall’Idv? Il sindaco, in altre parole, prenderà stavolta qualche decisione di fronte ad una coalizione che scricchiola da tempo? E ancora: si esagera pensando già ad elezioni anticipate? R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 2 dicembre 2006


 

Margherita, Ds e Rifondazione dalla parte del sindaco che si scaglia contro D'Antonio

Assise divisa in tre, giunta al collasso

Due punti all'ordine del giorno non passano per il voto contrario di Idv e minoranza
 

MONTENERO DI BISACCIA. Due su sette, questa la quota di argomenti che l’Italia dei valori ha deciso di non far approvare. Scintille e veleni nel Consiglio comunale di ieri sera, due ore ed un quarto fra accuse reciproche all’interno della maggioranza. Sui due lati della barricata, in una guerra civile che sa fin troppo di crisi amministrativa, quattro consiglieri Idv ed il resto della maggioranza.
Già alla prima discussione si è capito che le cose si mettevano male per il sindaco Giuseppe D’Ascenzo. Si parlava di storno di fondi e, dopo la breve introduzione del primo cittadino, a prendere la parola è stato Antonino D’Antonio. Questi ha gelato la sala annunciando il voto contrario del gruppo consiliare nato due giorni fa (Idv per Montenero). Motivazione: la permanenza della situazione venutasi a creare da un po’, dove i quattro membri del gruppo si sentono esclusi dalle decisioni e non rappresentati dall’assessore Valeria D’Ottavio.
Subito dopo i voti, 9 contro 8. Il sindaco ha sospirato: “Proposta respinta”.
Identica cosa è avvenuta poco dopo, ancora una volta si parlava di conti ed assestamento di Bilancio. D’Antonio ha annunciato il voto contrario per gli stessi motivi già esposti e Natalini è partito in controffensiva, capendo che il veto di prima non era una ripicca passeggera. “Credo che veramente sia qualcosa di grave – le parole del vice sindaco - che un partito come l’Italia dei valori possa portare argomenti così strumentali in Consiglio”. Poi è letteralmente sbottato il sindaco D’Ascenzo. Riprendendo il comunicato letto dai consiglieri dissidenti due giorni prima, ha chiarito di aver difeso il ministro Antonio Di Pietro dopo il comizio a sorpresa in cui la D’Ottavio lo aveva apostrofato duramente. “L’Italia dei valori è un ottimo partito e il ministro è un grande uomo – ha quasi gridato D’Ascenzo – questi di Montenero non ne sono degni!”. E ancora: “State distruggendo un patrimonio politico!”.
Cristiano Di Pietro ha subito ribattuto: “qua non è che non siamo degni, qui sono venuti a mancare i presupposti di trasparenza”. Sulla stessa linea il compagno di dissenso Michele Borgia, mentre Cesare Rusciano si è affrettato a chiarire che la Margherita era con il sindaco.
I restanti cinque punti all’ordine del giorno sono passati, grazie ai voti dei quattro bastian contrari, ma non senza emendamenti, pizzicate qua e là tra i consiglieri di maggioranza. La crisi è servita, anche se tutti dicono ancora di non volerla. R.d’A.

Il Quotidiano del Molise 1 dicembre 2006


Il sindaco Giuseppe D'Ascenzo

Da sin. Benedetto, Di Pietro, D'Antonio (dietro D'Ottavio)

La Margherita chiede una pausa

Sullo stesso tema:
L'idv abbandona l'assise, è crisi (29/11/2006)


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